Vuelta 2015, guerra in testa: Rodriguez in rosso, Aru a un secondo COMMENTA  

Vuelta 2015, guerra in testa: Rodriguez in rosso, Aru a un secondo COMMENTA  

È il lussemburghese Frank Schleck, 35 anni, della Trek ad aggiudicarsi la sedicesima tappa della Vuelta 2015, dopo essere stato in fuga per tutto il tempo e al termine di una scalata straordinaria nel finale. Quando taglia il traguardo, gli applausi sono tutti per lui, meritati, perché più di così proprio non poteva fare, per se stesso e per lo spettacolo.

Tanto più che, dietro, il gruppo sale ancora compatto, in quegli attimi, con l’Astana Mikel Landa ritornato fedele scudiero di Fabio Aru a tirare davanti a tutti, con piglio deciso, ritmo alto per contenere qualunque attacco.

Sembra che si possa arrivare così fino alla fine, perché la salita è davvero durissima e nessuno pare avere energie a sufficienza per tentare un attacco. Joaquin Rodriguez resta fra i primi, Aru preferisce rimanere in fondo, con al fianco il povero Tom Dumoulin, che fa una fatica terribile, ma non molla nemmeno un centimetro.

Quando però manca poco più di un chilometro alla vetta, Purito decide che è il momento di muoversi, per cercare di conquistare la maglia rossa.
Qui, il primato di Schleck in termini di gloria di giornata inizia a vacillare, perché Rodriguez spinge forte, sale con tutta la scioltezza che una salita del genere può consentire e, soprattutto, sembra in grado di lasciare Aru dov’è.
Il sardo è attardato, ultimo di un gruppetto di cinque corridori che, con ancora Landa in testa, prova a reagire, ma senza successo.

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Solo che i campioni sono campioni perché hanno qualcosa che gli altri non hanno e, in un momento del genere, con Rodriguez ormai lanciato verso la vetta, Aru si alza sui pedali e comincia a spingere.
Non che prima non lo stesse facendo, ma adesso ciondola in maniera disordinata, cercando di aumentare la spinta sui pedali. Avanza con la ruota che sembra voglia incollarsi all’asfalto, opponendosi con tutte le forze alla gravità e alla fatica.
Se Rodriguez è strepitoso, là davanti, Aru è splendido, recupera metri su metri e riesce a limare quasi per intero il distacco accumulato, transitando sul traguardo tre secondi dopo lo spagnolo: pochi, per come si erano messe le cose, ma sufficienti per perdere la maglia rossa.
Aru davanti per un secondo e Aru dietro, di nuovo per un secondo. Questa è la storia delle zone nobili della classifica generale della Vuelta nelle ultime due tappe.
Senza dimenticare il dettaglio che, in tutto ciò, in quarta posizione resiste l’olandese Tom Dumoulin, proprio lui che, a cronometro, potrebbe infliggere distacchi molto pesanti sia a Rodriguez, sia a Aru. Un minuto e cinquantuno secondi sembrano un buon margine, ma non c’è da fidarsi.
Questa la classifica generale aggiornata: 1. Joaquin Rodriguez (Spa, Katusha) 67.52’44”; 2. Fabio Aru (Astana) a 1”; 3. Rafal Majka (Pol, Tinkoff) a 1’35”; 4. Dumoulin (Ola) a 1’51”; 5. Nieve (Spa) a 2’32”; 6. Chaves (Col) a 2’38”; 7. Moreno (Spa) a 2’49”; 8. Quintana (Col) a 3’11”

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