Vuelta 2015, Rodriguez super, ma Aru resiste

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Vuelta 2015, Rodriguez super, ma Aru resiste

Se le sono date di santa ragione, ieri, sulle strade della Vuelta, Joaquin Rodriguez e Fabio Aru, a combattere per la maglia rossa.
A vincere, alla fine, è stato lo spagnolo, molto più brillante, che ha colto la vittoria nella quindicesima tappa della Vuelta 2015, da Sostres a Cabrales, 176 chilometri fra terribili salite, ma Aru non si è lasciato staccare che di una manciata di secondi, riuscendo a mantenersi in testa alla classifica generale, anche se per un secondo soltanto.
Succede tutto negli ultimi sei chilometri dell’ultima salita, con il gruppo dei big che procede compatto: Aru con il ritrovato scudiero Mikel Landa, Rodriguez e Dumoulin, secondo e terzo in classifica, la coppia Movistar Quintana e Valverde. Proprio il colombiano Quintana sembra avere la gamba e la voglia giuste, sembra stia per partire da un momento all’altro e, ad un certo punto, lo fa per davvero, anche se con poca convinzione.

Aru, invece, resta sulla ruota di Rodriguez, marca solo lui, come se non esistesse nessun altro.
Un atteggiamento sorprendente, ma che, alla fine, si rivela corretto, perché, fra tutti, è proprio lo spagnolo a piazzare la stoccata decisiva. Rodriguez si alza e spinge, si allontana seguito da un gruppetto con Landa e Aru, che sembrano riuscire a contenere l’attacco.
Ma Rodriguez ha in mente propositi di vera e gloria, accelera ancora e semina il panico. Nessuno sembra potergli resistere. Nessuno, a parte Aru, che si sfila dalla scia di Landa e riparte, spingendo con tutto il corpo, con la bocca spalancata.
Diventa una sfida fra Rodriguez, in stato di grazia, e Aru, che invece ha gambe pesanti e pigre, ma mente salda e grinta in abbondanza. Battaglia impari, in cui il sardo dà l’impressione di potercela fare, all’inizio, ma quando Rodriguez accelera ancora, a un chilometro dalla vetta, non riesce proprio a restare a ruota.
Sale senza cambiare ritmo, per contenere i danni e, alla fine, ci riesce, perché arriva sul traguardo con 15 secondi di ritardo e, considerato l’abbuono a Rodriguez per la vittoria di tappa, riesce a conservare la maglia rossa da leader con un vantaggio di un secondo sullo spagnolo.
Dumoulin perde ancora qualcosa, mentre Valverde e Quintana mantengono invariato il loro distacco.
“Purito ha fatto una bella azione nel finale” ha detto Aru a fine tappa “complimenti a lui, ma per ora per noi va bene così: abbiamo la maglia e ci sono ancora tante tappe.

Domani arrivo duro, ma la tappa sarà dura anche nella parte centrale, più di oggi. Ci sarà da faticare, vediamo…”.
Questa la classifica generale aggiornata: 1. Fabio ARU (Astana); 2. Rodriguez (Spa) a 1″; 3. Majka (Pol) a 1’24”; 4. Dumoulin (Ola) a 1’25”; 5. Chaves (Col) a 1’34”; 6. Moreno (Spa) a 2’08”; 7. Nieve (Spa) a 2’19”; 8. Valverde (Spa) a 2’25”; 9. Quintana (Col) a 3’00”; 10. Meintjes (Saf) a 5’07”.

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