Vuelta 2015, Sagan vince la terza tappa, per Nibali punizione eccessiva

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Vuelta 2015, Sagan vince la terza tappa, per Nibali punizione eccessiva

Terza tappa della Vuelta 2015 allo slovacco 25 enne Peter Sagan, l’eterno secondo del Tour de France, che all’arrivo a Malaga, ha battuto in volata Dangenkolb e Bouhanni.

A tenere banco è però ancora l’espulsione di Vincenzo Nibali, specie dopo che, nella tappa di ieri, il francese Bouhanni si è fatto trainare per una manciata di secondi dalla sua ammiraglia ed è stato solo multato di 100 franchi. Certo, l’auto andava piano e si parla solo di dodici secondi, però, una quarantina di km dopo il fatto, Bouhanni è andato a giocarsi la vittoria di tappa in volata e oggi sarà di nuovo nel gruppo.

Quel ‘passaggio’ che Vincenzo si è fatto dare dalla sua ammiraglia per rientrare in gruppo dopo una caduta, ripreso dalle telecamere, non è invece rimasto impunito. Grave, anche se ininfluente, perché comunque Vincenzo non è rientrato sui primi (di questo, forse, la giuria poteva tenere conto, in effetti). Antisportivo, vero, ma, se proprio vogliamo dirla tutta, è anche antisportivo approfittare di una caduta nella seconda tappa per tagliare fuori un possibile protagonista come Nibali.

Se poi ci mettiamo anche il clima di totale dilettantismo che l’organizzazione della Vuelta ha dimostrato con il pasticcio della prima tappa, il quadro è completo.
Non avrebbe dovuto farlo, Vincenzo, e su questo non ci sono dubbi. Lui dice che la punizione è stata eccessiva, che si sarebbe aspettato una multa o una penalità. Forse ha ragione, forse la giuria avrebbe fatto meglio a leggere in modo più completo la situazione.

Ciò che dispiace è che Nibali non è uno che ama vivacchiare, ma uno che va a cercarsi le vittorie attaccando, in prima fila, come un vero combattente. L’errore, questo errore, sembra proprio non appartenergli. Si fatica a immaginare Nibali che vuole fare il furbo.
Dopo l’episodio, infatti, non si è nascosto, ma ha affidato a Facebook un lungo messaggio, che appare sincero anche in quelle sbavature espressive che, se tolgono qualcosa all’eleganza linguistica, restituiscono molto di più in termini di vigore, quello che Vincenzo ha quando sale in bici, quello dell’anno scorso, quando non c’era nessuno in grado di stargli dietro, e, non di meno, quello di quest’anno, con cui ha affrontato strade dove sembrava che qualcuno gli avesse fatto il malocchio.
“Per quello che é successo oggi chiedo veramente a tutti le scuse pubbliche, per chiunque sia indignato o vergognato per me!! Molti di voi non hanno mai corso in bici , altri sono grandi tifosi altri pura passione, ed altri ancora si sono avvicinati negli ultimi anni!! La bici il ciclismo è passione, amore , giornate lontano dalla famiglia con allenamenti estenuanti, sacrifici troppi che iniziano già all’età di 16 anni circa!! Quello che è successo oggi alla Vuelta succede in ogni gara ciò non deve dimostrare che non è sbagliato e devo restare impunito!!! La giusta punizione da scontare la dettano i giudici. Un anno andato male per mille motivi arrivo alla Vuelta con la voglia di riscatto da una stagione infame , mi ritrovo alla prima tappa scusando l’espressione con il culo per terra , ti rialzi aiutato da un compagno sperando di non esserti fatto male,ti guardi le ferite lasciate addosso dall’asfalto rovente e cerchi la tua bici che andata distrutta , panico e caos nel gruppo, tardo a partire …tanto… Troppo al punto che quando risalgo sulla mia bici ho un ritardo di 1:20 , mi fiondo all’inseguimento senza paura, senza acqua da solo, piano piano guadagno terreno e trovo i miei compagni che mi aspettano lunga la strada , a testa che pensa che devo andare e devo rimanere davanti in corsa per quelle persone che mi guardano, per quelle che mi amano, per mia moglie, mia figlia e per quelli che si staranno domandando come sto , vado avanti per far vedere che non mi sono fatto niente , fino a quello sbaglio che mi costa caro una trainata di 150 metri di cui molti sono pronti a gettare del fango , (è rientrato per che si è attaccato)nessuno sottolinea che è caduto è stato attaccato, è da solo all’inseguimento contro 18 corridori che spingono a tutta davanti!! no signori nel ciclismo la corsa è corsa nessuno ti aspetta!! Nel ciclismo episodi come questi ce ne sono molti a maggior ragione dopo una caduta!! Alla fine tutto avrei pensato una multa salata da pagare ed una penalizzazione come si usa fare per restare fuori classifica!!! Avrei accettato anche una penalità di dieci minuti!! Dopo tutto IO non sarò il primo ne l’ultimo di questa vicenda. Mi scuso ancora per avervi rubato del tempo e grazie del sostegno o meno che mi date !! Buona serata a presto ! Vince”.

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