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Vuoi il Nucleare? Un dibattito aperto tra favorevoli e contrari, nonostante il Giappone

Economia

Vuoi il Nucleare? Un dibattito aperto tra favorevoli e contrari, nonostante il Giappone

Ormai si è aperto un ruvido dibattito in Italia tra quelli che vogliono lanciare il nucleare a tutti i costi e quelli che sono gli ambasciatori delle energie rinnovabili, lo scontro nasce dopo che il Giappone è diventato protagonista di una immane tragedia come il terremoto e lo tsunami, portando con sé delle conseguenze devastanti come il rischio della fusione del nocciolo in uno dei reattori di Fukushima .
Il quadro che si presenta alla Camera non è sicuramente tra i più rassicuranti, infatti lo scontro si aprirà quando inizierà l’esame del decreto legislativo per identificare i siti per le nuove centrali nucleari. L’esame e’ stato avviato in commissione al Senato. Mercoledì, quindi oggi, si dovrebbe votare a Montecitorio le mozioni di Pd e Fli che chiedono il ripristino degli incentivi a favore delle fonti rinnovabili. L’incidente della centrale di Fukushima in Giappone sembra non turbare il ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo, che ha confermato l’agenda di governo per riprendere il cammino verso l’energia atomica, ma all’interno dello stesso Pdl si alzano voci dubbiose al riguardo.

A infiammare il confronto ci ha pensato il “no” di Pdl e Lega alla richiesta delle opposizioni di discutere mercoledì alla Camera le due mozioni presentate dal Pd e da Fli, che chiedono al governo di modificare il decreto del ministro Romani sulle energie rinnovabili, ripristinando gli incentivi per le energie alternative come il fotovoltaico.

Ma nella conferenza dei capigruppo, la maggioranza non l’ha avuta vinta, così l’iniziativa dei democratici e dei futuristi e’ stata messa all’ordine del giorno dei documenti nella quota che spetta di diritto alle minoranze.

Tutto questo ha rinfocolato il contrasto sul tema delle fonti energetiche da sviluppare. Il ministro dell’Ambiente Prestigiacomo ha chiarito che dopo l’incidente di Fukushima la «linea del governo non cambia», inoltre, ha intimato di non fare uso di questo avvenimento per «speculazioni, usando situazioni che non hanno alcuna analogia». Dello stesso tenore sono le affermazioni del ministro Renato Brunetta: «il governo andrà avanti; non si può decidere uno stop in base ad eventi ancora confusi». Forse il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’innovazione non sa che la fusione del nocciolo a Fukushima è oltre il 70% e il Primo Ministro giapponese ha dichiarato lo stato di allerta, quindi di pericolo massimo per la popolazione.

Il centrosinistra non sembra rispecchiare i toni ottimistici in materia di energia nucleare: Pd e Idv hanno chiesto almeno di «sospendere» l’esame del decreto.

Ermete Realacci (Pd) ha reso pubblico un rilevamento effettuato prima dell’incidente in Giappone, risulta che il 32% degli italiani e’ favorevole al ritorno all’atomo, il 10% e’ indeciso e il 58% e’ contrario. Antonio Di Pietro ha dichiarato in una nota che se il governo vorrà andare avanti sarà fermato a giugno dal referendum. La leader dei radicali Emma Bonino ha sottolineato che quella nucleare non è una scelta conveniente: infatti, «investire 30 miliardi di euro pubblici per ottenere il 4% di consumo di energia tra 20 anni non ha senso economico».

Il leader del UDC, Pier Ferdinando Casini, ha ribadito il suo appoggio al ripristino delle centrali atomiche, così come Enzo Raisi a nome di Fli. Ma per la prima volta dubbi sorgono all’interno del centrodestra. Alcuni esponenti del Pdl chiedono un «ripensamento» sulle centrali di terza generazione (quelle che si appresta a costruire l’Italia). Un esortazione alla «riflessione» e’ arrivato anche da Francesco Storace e dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, forse preoccupati dall’eventuale localizzazione nel Lazio di una centrale.

Secondo il Pd, infatti, il governo ha già una mappa dei possibili siti, quella espressa dal Cnen nel 1979, tenuta segreta fino ad oggi.

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