Walter Veltroni Presidente della Repubblica? COMMENTA  

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Uno dei nomi che in questi giorni stanno rimbalzando in tutti i mezzi d’informazione a proposito dell’elezione del prossimo Presidente della Repubblica è quello di Walter Veltroni.

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Sorvolare sull’idea comune  che fare nomi in questo momento serva solo per “bruciare” i candidati stessi (tesi dimostratasi non priva di fondamento), non sono pochi i dubbi che questo nome suscita.

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Ripercorrendo velocemente la carriera di Veltroni si nota che ha ricoperto le cariche di vicepresidente del Consiglio e ministro dei Beni culturali del primo governo Prodi (1996-1998), è stato segretario dei Democratici di Sinistra dal 1998 al 2001,  sindaco di Roma dal 2001 al 2008, è diventato il primo segretario del Partito Democratico dopo aver vinto nettamente le primarie del 2007 e l’anno successivo è stato il rappresentante del Centrosinistra alle elezioni politiche.

Sconfitto da Berlusconi, osteggiato da D’Alema, “rottamato” da Renzi, rappresentante di quel sistema dei partiti tanto odiato dai 5 stelle, definito dallo stesso Grillo “Il miglior alleato di Berlusconi”, duramente criticato dalla sinistra a causa della sua decisione di “correre da solo” alle elezioni politiche sopracitate, non sembra certo quella personalità unificatrice che tutti invocano.

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Ma forse proprio per questo potrebbe essere l’uomo giusto.
I dissapori con Renzi sembrano acqua passata e l’attuale leader del PD non ha mai dimostrato un’avversione personale per l’ex sindaco di Roma. Berlusconi accetterebbe di buon grado un avversario sconfitto, rispetto ad uno che lo ha battuto come Romano Prodi (altro nome che circola in queste ore) e, al di la di questo, all’ex cavaliere sembra interessare di più mostrarsi determinante per l’elezione piuttosto che il candidato in sé. L’ala bersaniana probabilmente gradirebbe un esponente che tutto sommato le è vicino. E, se da un lato non sarebbe certo il nome più appropriato per convincere la minoranza PD o il Movimento 5 Stelle, dall’altro Renzi non sembra interessato a recuperare questi voti.
Infine c’è da ricordare l’alto profilo culturale dimostrato da Veltroni in numerose occasioni: dalle iniziative cinematografiche alla valorizzazione dei beni culturali grazie a cui, nel 2000, fu  insignito dalla Repubblica Francese della Legion d’Onore.
Insomma, in questo toto-quirinale, visti i risicati ma stabili rapporti di forza all’interno del parlamento, il nome di Walter Veltroni è tutt’altro che da scartare.

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