X Factor 2015, al 5° live eliminati i Landlord e Leonardo COMMENTA  

X Factor 2015, al 5° live eliminati i Landlord e Leonardo COMMENTA  

E’ andato in onda ieri sera su Sky Uno il quinto appuntamento live del talent show X Factor.

E’ stata una puntata con doppia eliminazione, nella quale a perdere un concorrente ciascuno sono stati Mika (Leonardo, della categoria under uomini) e Fedez (categoria gruppi, i Landlord).

La serata è iniziata con una esibizione corale di Imagine in ricordo delle vittime degli attentati di Parigi, cui ha fatto seguito una tiratissima prima manche con l’esibizione di tutti i concorrenti, ciascuno in un minuto di un brano ritenuto rappresentativo del percorso fatto durante questa edizione di X Factor.


 

I Landlord hanno cantato Universo di Cristina Donà e sono andati bene, anzi molto meglio rispetto alla prima volta. Voce più distesa, meno tremolio da emozione, esecuzione sicura dal punto di vista musicale.


Davide si è esibito in Iron Sky di Paolo Nutini ed è sembrato molto sicuro, persino troppo: con lui si ha sempre la sensazione di assistere a una prova di muscoli, anche quando ci vorrebbe solo l’espressività.


Leonardo, con Stay with me, non è partito benissimo. Il brano è impegnativo e lui ha fatto quel che poteva, dimostrando di avere perso molta sicurezza. E’ riuscito comunque a distendere la voce, strada facendo, e ha salvato – almeno un po’ – l’esibizione.

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Gli Urban Strangers sono quello che in uno stadio si direbbe la squadra di casa: accolti da un boato quando iniziano, hanno risposto molto bene, presentando una versione di No church in the wild più aggressiva di quella delle audizioni. Davvero notevoli nella line up base due voci e chitarra.

Enrica, con Like a star di Corinne Bailey Rae, è stata sfortunata a esibirsi dopo gli Urban Strangers, ma si è dimostrata eccezionale a non scomporsi. Partita piano, ha poi gridato, poi di nuovo piano: padrona del brano.

Giosada ha ripresentato Retrograde di James Blake, occhi chiusi e massima concentrazione su un brano difficilissimo (il più difficile della manche, dal punto di vista tecnico), che ha portato fino alla fine con tanto mestiere, ma con alcune sbavature: senza dubbio una canzone che poco si prestava a essere compressa in un minuto.

Luca è sembrato il più emozionato di tutti. L’attacco di Take me to church di Hozier è stato sempre sul filo dell’errore clamoroso, ma il concorrente è stato bravo a sfruttare l’arrivo della parte più movimentata del pezzo, salvando per intero la performance.

I Moseek hanno chiuso la manche con The Passenger, un pezzo che mai avrebbero pensato di suonare, ma che ormai, per loro, è diventata una cover per modo di dire: sicuri, precisi e grintosi.

Al termine della prima manche, eliminato dal voto del pubblico è stato Leonardo.

Rimasti sette concorrenti, è iniziata quindi la seconda parte dell’esibizione live.

Giosada ha cantato Sex on fire dei Kings of Leon. L’esibizione è stata buona, ma, più che qualche sbavatura di intonazione (che finora, da lui, non era mai arrivata), è stata la mancanza di un po’ di cattiveria a indebolire la performance. Buono il finale, dove la tensione si era allentata.

Luca ha presentato All of the stars di Ed Sheeran. Non è stata una performance entusiasmante: troppi dubbi, troppa emozione e troppi freni in un pezzo che richiederebbe tantissima espressività. Luca, però, è uno di quei cantanti a cui il destino ha regalato un timbro che, spesso, da solo basta a salvarlo.

I Moseek hanno presentato Don’t speak dei No Doubt. Era una prova rischiosa e, infatti, non è andata benissimo. La voce di Gwen Stefani tiene in piedi un pezzo normale e lo trasforma in una hit mondiale. Nei Moseek non c’è nessuno con una voce come quella di Gwen Stefani, però sono tre musicisti molto intelligenti: hanno riattualizzato molto bene la canzone e hanno dato quello che potevano. Performance debole, ma altri sarebbero caduti in modo misero.

Enrica con Are you gonna go my way di Lenny Kravitz ha avuto l’effetto di una bomba atomica lanciata sul palco. In una serata in cui nessuno ha rischiato troppo e l’emozione e la paura di uscire l’hanno fatta da padrone, lei se ne è fregata e ha fatto quel che si doveva: è un programma di musica pop e lei è stata pop. Ha adattato la sua voce al rock ruvido di Lenny, ballandoci sopra come una reginetta del pop. Performance molto buona.

Davide. Imbarazzante: non ha scelto lui il pezzo, e questo lo salva da critiche più dure. Ce la mette tutta, facendo ricorso ad ogni tecnicismo, per tenere in piedi una canzone che è troppo difficile.

Gli Urban Strangers hanno cantato una versione stravolta di What I got dei Sublime, confermandosi in gran serata (sempre, però, nella versione due voci e una chitarra).

I Landlord hanno infine cantato Metal and Dust dei London Grammar, proponendo una buona performance, ma troppo simile alla versione originale del brano.

Al ballottaggio sono finiti proprio i Landlord e Giosada. Al momento del voto, il solo Fedez ha sostenuto la band, mentre gli altri tre giudici hanno preferito salvare Giosada.

 

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