Yaguine, Fode e il “gelo” dei grandi

News

Yaguine, Fode e il “gelo” dei grandi

Un cartellone dedicato al sacrificio dei due amici.

Yaguine ha 15 anni e vive in Guinea. Ha il viso scolpito di chi a quell’età sopravvive con le responsabilità di un padre di famiglia. Ha quattro fratelli più piccoli. Prima di recarsi a scuola ogni mattina cammina per 3 km, al fine di portare due uova e un po’ di farina a sua madre. Non ha più il papà – morto per un morso di serpente durante il lavoro -. La sua famiglia è poverissima dal momento che l’unico che guadagnava quei pochi soldi che servivano per comperare del pane era il padre. Anche Fodè, 14 enne, frequenta la stessa scuola. Lui, a rispetto di Yaguine, il papà ce l’ha e non si fa 3 km per portare due uova alla famiglia, ma con uno sforzo straordinario se ne fa 7 (solo all’andata) per arrivare a scuola. I due ragazzini sono grandi amici.

Durante le lezioni a Rio Campo, in un fatiscente ricovero nato come magazzino per il cacao, poi adibito a scuola, hanno appreso l’esistenza delle istituzioni dell’Europa comunitaria.

Questa scoperta fa nascere in loro l’idea di scrivere una lettera ai grandi, non solo di età ma a quelli ritenuti “responsabili dell’Europa”, per chiedere aiuto a nome di tutti i bambini africani. La loro lettera è semplice (poi corretta da un missionario francese N.d.r.), priva di richieste ludiche o sciocche, infantili, ma è una missiva ingenua e carica di umane richieste. Il loro sogno, oltre a quello di poter studiare in Europa, è quello di fare vivere meglio tutti i bambini africani. La volontà di rappresentare il proprio continente è talmente forte che decidono di portarla loro stessi al Parlamento Europeo di Bruxelles. Si recano all’aeroporto, scavalcano una precaria recinzione, e si infilano nel vano del carrello di un Airbus A300 della compagnia belga Sabena.

Yaguine si mette la lettera nei pantaloncini corti e cominciano il loro viaggio della speranza. Al Parlamento Europeo, però, arriva solo la loro umana richiesta cartacea, Yaguine e Fodè sono morti congelati: la temperatura nel vano per via dell’altezza sfiora i -50 gradi. Era il 2 agosto del 1999 e oggi, 12 giugno, Fodè avrebbe compiuto 28 anni.

Ecco la lettera:

Loro eccellenze e signori membri e responsabili dell’Europa.
Abbiamo l’onore, il piacere e la grande fiducia di scrivervi questa lettera per parlarvi del nostro viaggio e della sofferenza di noi bambini e giovani dell’Africa.
Ma prima di tutto, vi presentiamo i nostri saluti più squisiti e rispettosi, a tal fine, siate il nostro sostegno e il nostro aiuto, siatelo per noi in Africa, voi ai quali bisogna chiedere soccorso; ve ne supplichiamo per l’amore del vostro bel continente, per il vostro sentimento verso i vostri popoli, le nostre famiglie e soprattutto per l’amore per i vostri figli che voi amate come la vita.
Signori membri e responsabili dell’Europa, è alla vostra solidarietà e alla vostra gentilezza che noi gridiamo aiuto per l’Africa.
Aiutateci, soffriamo enormemente in Africa aiutateci, abbiamo dei problemi e i bambini non hanno diritti.

Noi africani, soprattutto noi bambini e giovani africani, vi chiediamo di fare una grande organizzazione utile per l’Africa, perché progredisca. Se vedete che ci sacrifichiamo rischiamo la vita, è perché soffriamo troppo in Africa e abbiamo bisogno di voi per lottare contro la povertà e mettere fine alla guerra in Africa.
Ciò nonostante noi vogliamo studiare, vi chiediamo di aiutarci a studiare per essere come voi.
Infine vi supplichiamo di scusarci moltissimo di aver osato scrivervi questa lettera in quanto voi siete degli adulti a cui noi dobbiamo molto rispetto…
Yaguine e Fodè due bambini guineiani.

L’orrore umano, oltre al ritrovamento dei due ragazzi abbracciati nel tentativo di riscaldarsi, fu la mancanza di compassione e il rispetto per il sacrificio dei due giovani poiché quella lettera non ebbe mai risposta: «vergognatevi grandi!»

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche

Loading...