Yoga: le posizioni migliori per addormentarsi in fretta

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Yoga: le posizioni migliori per addormentarsi in fretta

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Esercizio di yoga

Le 10 posizioni yoga utili per chi ha difficoltà ad addormentarsi, dorme male, magari svegliandosi la notte. Per tutte sono importanti la respirazione e ovviamente il rilassamento.

Ecco 10 semplici posizioni (sing. asana) yoga che possono essere utili alle molte persone che faticano ad addormentarsi, non dormono bene e si svegliano la notte – magari con conseguenti depressione ed aumento di peso, oltre che avvertire una normale sensazione di stanchezza durante la giornata –. Se non si è pratici di yoga, è il caso di non mantenere tali posizioni per più di un minuto, ma poi si potrà aumentare la durata a circa 5 – meglio non oltre –. Avvertenza: in tutte queste posizioni è importante sempre la “profondità” del respiro.

La posizione Balsana o “del bambino”

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Per essere più comodi, è possibile utilizzare una coperta o un asciugamano, se i talloni non riescono ad arrivare al bacino. Le braccia possono essere allungate in avanti o tenute lungo il corpo. Non è una posizione da mantenere per troppo tempo: ci si può regolare o con il cellulare o con la sveglia. Importante durante l’ “esercizio” è respirare profondamente.

La posizione Supta Baddha Konasana o “delle ginocchia piegate”

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La seconda posizione è la Supta Baddha Konasana, ovvero quella “delle ginocchia piegate”: è conosciuta anche come “posizione a farfalla”.

Mentre la si mantiene, le ginocchia dovrebbero essere appoggiate al letto, ma dato che ciò è praticamente impossibile, si mettano pure degli asciugamani sotto a mo’ di sostegno. Anche in questo caso è bene respirare profondamente.

Terza posizione: ruotare la schiena

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La terza posizione comporta “semplicemente” di ruotare sulla schiena, piegando le gambe in avanti e cercando di far arrivare le ginocchia al petto. A quel punto le gambe andranno tenute ferme con le mani – ovviamente senza premere troppo – e successivamente bisognerà appunto ruotare la schiena a destra e a sinistra. In questo modo verrà “massaggiata” la schiena e bisognerà cercare di rilassare spalle e gambe. Respirazione? Profonda come nelle due posizioni precedenti.

La Supta Matsyendrasana, ovvero “piegati e reclinati di lato”

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Ancora, quarta posizione: Supta Matsyendrasana, ovvero “piegati e reclinati di lato”. Ci si mette sdraiati su un fianco, si piegano le ginocchia e si fanno andare da un lato e dall’altro, mentre la testa dovrà essere girata sul lato opposto.

Le braccia, invece, dovranno essere aperte, tipo croce. In questo modo si rilassano molto bene le spalle.

La Matsyasana o posizione del pesce

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La quinta posizione è la Matsyasana o posizione del pesce: ci si sdraia supini – il viso verso l’alto –, si fanno scivolare i palmi delle mani lungo i fianchi, poi ci si spinge verso l’alto con tutto il corpo – a parte i gomiti che rimarranno attaccati al materasso – piegando leggermente le spalle. Poi si respira a pieni polmoni e si torna giù.

La Kapotasana o posizione del piccione
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La sesta posizione, Kapotasana, è ancora “la stessa” di un animale: il piccione. Dopo aver preso un cuscino o una coperta per sostenere eventualmente il bacino, si piegano le ginocchia, stirando una gamba all’indietro; le braccia devono rimanere lungo i fianchi e i palmi delle mani toccare il materasso; le piante dei piedi devono andare verso l’interno; il busto deve essere proteso in avanti e la testa andare verso l’alto.

In questo modo il corpo deve “stirarsi”. E’ una posizione che comporta una certa difficoltà, perciò all’inizio e consigliabile non rimanerci per oltre un minuto – poi, con l’abitudine, si potrà arrivare anche a dieci -.

Meditazione

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La settima e quella della meditazione, che è praticamente quella della statua di Buddha. Anche in questo caso possono essere d’aiuto per “cronometrare”, il telefonino o la sveglia.

La Paschimottanasana o “piegati in avanti”

EsercizioSiamo arrivati quasi alla fine: ottava posizione, la Paschimottanasana, per la quale bisogna “piegarsi in avanti” con la parte superiore del corpo – rimanendo seduti, con le gambe e il bacino rilassati –. Naturalmente la spina dorsale stirerà un poco – chi anzi non ha problemi di schiena, dovrà cercare di protendersi in avanti il più possibile –. Intanto con le mani dovranno tenere i piedi – va bene anche per i talloni – o le caviglie.

La Parivrtta Sukhasana o posizione da seduti, reclinati di lato

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Nona posizione: la Parivrtta Sukhasana ovvero seduti, reclinati di lato.

Assomiglia alla posizione quattro: comporta di stare seduti, con una gamba piegata e l’altra in avanti, e la parte superiore del corpo deve girarsi da un lato. Intanto bisogna cercare di “stirare” il più possibile la parte superiore e quella inferiore.

La Viparita Karani o “delle gambe lungo la parete”

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Decima e ultima posizione è la la Viparita Karani o “delle gambe lungo la parete”, perché è così che bisogna stare, sdraiati con la parte superiore del corpo – naturalmente è necessario avere abbastanza spazio –. Per i reni e il bacino, si possono usare, anche in questo caso, un cuscino e una coperta.

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