Zarate e la Lazio non torneranno insieme COMMENTA  

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Non c’è pace per l’attacco dell’Inter, ma neppure per quello della Lazio. Il mercato infatti è appena cominciato ma è ancora tempo di rumors, alcuni dei quali piuttosto clamorosi. Tra essi spicca quello che vorrebbe Mauro Zarate in procinto di tornare alla Lazio dopo sei mesi di prestito a Milano. Una soluzione in realtà praticabile ma soltanto temporaneamente, sebbene il fresco rifiuto di Lucas a cambiare maglia a gennaio allontani le grande manovre interiste. Maurito comunque ha deluso non poco in maglia nerazzurra, fin dall’esordio ufficiale, lo sconvolgente primo tempo giocato a Palermo quando l’argentino sembrava svuotato, con lo sguardo perso a vagare per il campo. Gasperini impiegò poco per capire che in una squadra già stranita Zarate era a dir poco un pesce fuor d’acqua ma la situazione non è affatto migliorata sotto la gestione Ranieri.


Il gol decisivo contro il Cska Mosca fu infatti solo un’illusione, che l’argentino non ha saputo tramutare in realtà facendogli anzi seguire prestazioni deludenti e del tutto prive di guizzi e giocate da campione al punto da indurre il tecnico, durante la sosta natalizia, a pronunciare la frase-choc: “Zarate si estranea spesso dalla partita: gli servirebbe un pacemaker impiantato nel cervello”. Come accelerare la partenza, insomma, nonostante nel nuovo 4-4-2 nerazzurro Zarate potrebbe essere il partner ideale per Pazzini o Milito. Eppure, appena sei mesi dopo l’arrivo carico di entusiasmo (e di premesse, al punto da fissarne il riscatto a 15 milioni), l’Inter e Zarate non solo hanno capito di non poter convivere a lungo ma sarebbero quasi pronti per i saluti. Non immediati, però: perché senza Lucas Zarate sembra destinato a rimanere fino a giugno e semmai l’affare andrebbe in porto solo a gennaio inoltrato, motivo per cui a Zarate verranno concesse almeno due-tre partite d’appello. Se addio sarà diverrà inevitabile il ritorno alla Lazio ma da qui ad immaginare Mauro negli schemi del “nemico” Reja la strada è molto lunga, per non dire impraticabile.


A Roma infatti Maurito ha fatto il proprio tempo oltre ad aver già dichiarato di considerare chiusa l’esperienza nella Capitale: solo una ridotta parte del tifo biancoceleste è ancora disposta a scommettere sul giocatore che sorprese tutti nella prima parte della prima stagione italiana.

Forse non farebbe peggio di Cissè ma non sarebbe certo in grado di fornire il necessario apporto in fase difensiva che il francese non ha saputo garantire.

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Lotito ha la necessità di non svalutare (ulteriormente) il folle investimento (23 milioni!) dell’estate 2008, pertanto al giocatore serve una squadra magari di media classifica, in cui potersi esprimere: insomma per una squadra che deve mantenere i propri equilibri e che soprattutto cerca una seconda punta prolifica il profilo di Zarate non è proprio quello ideale. Così, se l’Inter decidesse davvero di disfarsene, a Roma l’argentino non disfarebbe certo le valigie, pronto a transitare altrove: magari in Inghilterra, dove anche le sue celeberrime pause potrebbero risultare più sopportabili.

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