13 aprile 1970: Houston abbiamo un problema - Notizie.it
13 aprile 1970: Houston abbiamo un problema
Storia

13 aprile 1970: Houston abbiamo un problema

La missione spaziale Apollo 13 sarebbe dovuta essere la terza a far sbarcare sul suolo lunare un equipaggio umano. Questi era composto dal comandante James A. Lovell, che sostituì Alan Shepard quando questi ebbe un’infezione all’apparato uditivo, dal pilota del modulo lunare Fred W. Haise e dal pilota del modulo di comando John L. Swigert che sostituì all’ultimo momento il designato Ken Mattingly siccome era l’unico dell’equipaggio designato a non aver avuto ancora il morbillo in giorni in cui ci furono alcuni causi tra altri astronauti. Alla fine non si prese il morbillo ma il suo lavoro a terra fu indispensabile per salvare l’equipaggio. Infatti, 55 ore dopo il decollo alle 22:06 (3:06 del 14 Aprile ora di Greenwich), a 320000 km dalla Terra, quando ormai ci si stava apprestando a compiere le manovre per l’allunaggio, uno dei serbatoi di ossigeno del modulo di comando esplose, danneggiandone irrimediabilmente anche quello vicino.

Il “Okay, Houston, we’ve had a problem here” con cui Swigert avvertì della cosa la Nasa passò alla storia. Con i danni riportati al Modulo di Servizio l’allunaggio divenne impensabile. Dopo febbrili ore di discussioni, riunioni e valutazioni il centro di controllo operativo di Houston, grazie come detto all’aiuto di Mattingly, elaborò il seguente piano per riportare gli astronauti sulla Terra. Dopo aver riadattato i filtri per l’anidride carbonica del Modulo di Servizio per l’unica parte del vettore ancora integra, il LEM (modulo di escursione lunare), che altrimenti non avrebbe potuto ospitare più di due persone, l’equipaggio vi si trasferì; la traiettoria venne poi deviata usando i propulsori del LEM, non pensati a questo scopo, in modo da usare la forza di gravità lunare come una fionda per lanciarlo nell’atmosfera terrestre. Nonostante tutti i rischi presenti la manovra riuscì perfettamente e alle 13:07 del 17 aprile l’Apollo 13 ammarò nelle acque dell’Oceano Pacifico, al largo delle Samoa.

La vicenda tenne col fiato sospeso l’intera nazione che la seguì con una diretta televisiva non stop. Jim Lovell e Jeffery Klunger scrissero un libro su questa avventura da cui negli anni Novanta Ron Howard trasse un film di discreto successo con protagonista Tom Hanks. Le tante disgrazie subite dalla missione (ci fu un problema al motore già al momento del lancio) e la frequenza del numero 13 (la partenza fu infatti fissata alle 13:13) acuirono la convinzione americana che tale numero recasse sventura.

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