18enne stuprata in commissariato: 4 anni ad un ispettore
18enne stuprata in commissariato: 4 anni ad un ispettore
Roma

18enne stuprata in commissariato: 4 anni ad un ispettore

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18enne stuprata in commissariato: 4 anni ad un ispettore

La Cassazione ha confermato la condanna a 4 anni per l’Ispettore romano che nel 2013 abusò di una ragazza fermata per un controllo anti-droga.

La legge dovrebbe proteggerci ma, purtroppo, non ha protetto una diciottenne, fermata e condotta in Commissariato nel 2013 per un controllo anti-droga. La ragazza viaggiava col fidanzato con un grosso carico di droga e, fermata dalla Polizia, era stata condotta in Commissariato. Qui, però, non ha avuto luogo il classico interrogatorio che avrebbe fatto comprendere alla giovane la sua condotta sregolata. No. In un luogo di rispetto della legge, nessuno ha protetto quella ragazza dal peggiore degli abusi, quello sessuale. L’ispettore ha abusato senza ritegno della giovane, figlia di un Carabiniere che, subito dopo l’accadimento, ha sporto denuncia.

L’uomo era già stato condannato in primo grado. Oggi arriva la conferma da parte della Cassazione della condanna che, tuttavia, resta esigua se si pensa ai danni permanenti causati da un abuso sessuale soprattutto su una donna con una sessualità da sviluppare.

Le statistiche sugli stupri in Italia

Se non si può parlare di emergenza stupri, poco ci manca.

I numeri parlano di circa 11 stupri al giorno. Quattromila stupri l’anno, perciò. Numeri disarmanti e, purtroppo, la tendenza sembra in aumento. Inoltre, i dati non comprendono quei casi non denunciati che spesso avvengono nell’ombra, in famiglie, magari apparentemente per bene.

Quattro denunciati su dieci sarebbero stranieri, quindi l’abuso o il tentato stupro spesso si lega alla tentata rapina o all’aggressione da parte di disagiati.

Le vittime sono soprattutto donne italiane e purtroppo spesso gli abusi coinvolgono minorenni che avranno danni emotivi permanenti a seguito della violazione.

La donna che non si sente più donna

Dopo uno stupro la donna può iniziare a soffrire di disturbi da stress post-traumatico e spesso deve ricorrere ad una terapia mirata per iniziare ad affrontare ed elaborare quello che per molti rappresenta un lutto. Essere abusate in quanto donne, andandosi a prendere la purezza, la parte più intima e celata dell’essere femminile, fa in modo che una parte della donna muoia, esattamente quella più pura e capace di amare.

Al suo posto, spesso subentra l’aspetto del timore, della remora, dell’incapacità di aprirsi all’uomo e della reticenza all’atto sessuale in quanto tale.

Dopo una violenza sessuale ci possono essere anche gravi conseguenze fisiche come danni permanenti all’apparato riproduttivo. Una rischio elevatissimo, forse il peggiore, resta quello legato all’HIV. Purtroppo il rapporto non protetto può esporre la donna, già vulnerabile emotivamente, ad un rischio serio per la propria vita.

Purtroppo spesso sono i partner o i mariti ad obbligare le loro donne a fare sesso con la violenza. Spesso lo ritengono un obbligo coniugale da consumare a loro piacimento ed impongono degli obblighi alla moglie con la violenza e la forza, per imporre su di esse il loro dominio. I casi di violenza domestica latitano nel sommerso e spesso sono coperti dal silenzio e dalla vergogna di chi non ha il coraggio di denunciare. Ed, invece, quel silenzio rende più difficile contrastare l’azione dell’uomo padrone che in realtà non sa amare e nemmeno essere un uomo nel vero senso del termine.

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