22 marzo 1885: Partono i lavori per il Vittoriano - Notizie.it
22 marzo 1885: Partono i lavori per il Vittoriano
Storia

22 marzo 1885: Partono i lavori per il Vittoriano

Con la posa della prima pietra da parte del re Umberto I, nel corso di una celebrazione ad hoc per l’evento a cui partecipò l’intera famiglia reale, partirono i lavori per la costruzione del complesso del Vittoriano. Fu voluto principalmente dall’allora ministro dei Lavori Pubblici Giuseppe Zanardelli all’indomani della morte di re Vittorio Emanuele II (da cui viene il nome Vittoriano e non da “vittoria” come molti credono), avvenuta nel 1878, per celebrare quello che, in un’ottica ancora risorgimentale, era visto come il Padre della Patria. Nel 1882 fu bandito il concorso, riservato ai soli progettisti italiani. Il complesso monumentale doveva sorgere sull’altura settentrionale del Campidoglio, in asse con Via del Corso, essere lungo almeno 29 metri e alto 30, per coprire gli edifici retrostanti, tra cui la chiesa dell’Ara Coeli. Il vincitore fu il giovane architetto marchigiano Giuseppe Sacconi, che si ispirò all’Altare di Pergamo e al Santuario della Fortuna Primigenia di Palestrina.

Inizialmente pensato in travertino si decise poi di utilizzare il marmo Botticino, proveniente tra l’altro dalla zona nativa di Zanardelli, più modellabile ed adatto allo scopo. I lavori portarono alla demolizione dell’intero quartiere medievale preesistente, con l’abbattimento di alcuni monumenti tipici della zona come l’Arco di San Marco e la Torre di Paolo III; vennero inoltre smantellati i chiostri e gran parte del convento dell’Ara Coeli, oltre a trasferire l’intera Chiesa di S. Rita di qualche decina di metri nell’attuale sistemazione vicino al Teatro di Marcello. I lavori portarono però anche interessantissime scoperte archeologiche come l’intera insula romana visibile oggigiorno sul lato sinistro del complesso e addirittura i resti di un mastodonte preistorico. I lavori si conclusero definitivamente solo nel 1935 e dopo la morte di Sacconi, avvenuta nel 1905, furono diretti da Gaetano Koch, Manfredo Manfredi e Pio Piacentini.

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