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La nuova Olanda è nella storia

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In fondo sarà contento anche lui, anche se questa squadra non risponde esattamente ai suoi canoni di gioco. Pure il burbero Johann Cruijff avrà festeggiato la terza finale mondiale nella storia del suo paese, trentadue anni dopo quella chiacchieratissima in Argentina, Mondiale che il grande Profeta del gol si rifiutò di giocare per motivi politici, e ventidue dopo l’ultima grande finale, quella stravinta dell’Euro ’88.

Dall’Arancia meccanica del calcio totale a quella utilitaristica ed un pò fortunata di oggi di acqua ne è passata tanta sotto i ponti, ma adesso non ci devono più essere lotte interne o invidie, è tempo che tutta la nazione si stringa attorno ai propri giocatori, che hanno eguagliato la storia ma che non vogliono fermarsi.

La finale arriva nel giorno della prestazione peggiore dell’intero Mondiale, dove tuttavia l’Olanda ha fin qui saputo solo vincere: sei partite su sei, meglio di quella invincibile (o quasi) degli anni d’oro.

Sono stati ancora una volta i colpi dei singoli, uniti una svista arbitrale sul gol di Sneijder, a far volare gli Orange. È una squadra cinica e fortunata, la nuova Olanda, che non regala spettacolo ma che sa colpire nei momenti decisivi grazie ai suoi due unici fuoriclasse, Robben e Sneijder, autori di sette dei dodici gol totali. La storia è ad un passo, questa sera gli arancioni conosceranno i loro rivali: comunque vada forse c’arriverà da sfavorita ma quest’Olanda non vuole più fermarsi ad un passo dalla leggenda.


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