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Le 5 sparizioni più misteriose della storia moderna

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Le sparizioni di Amelia Earhart, Louis Le Prince, D.B. Cooper e dell'aereo Malaysia Airlines 370 restano ancora oggi un mistero

Il 27 novembre 1930 il reporter Emmett E.

Kelleher raccontò l’incredibile storia di alcune misteriose sparizioni, che coinvolsero circa 3o persone tra adulti e bambini. Il fatto avvenne vicino al Lago Anjikuni o Angikuni. Emmett Kelleher rimase affascinato dalla relazione di Joe Labelle, un cacciatore nordico, che riferì ciò che vide con i propri occhi. Egli raccontò infatti di frequentare spesso il villaggio degli Inuit, dai quali era sempre benvoluto. Un giorno, però, mentre si avvicinava al villaggio, fu colto da una sensazione inquietante.

Entrando nel paesino, trovò alcuni cani morti di fame, come se non ci fosse più nessuno e prendersi cura di loro. E infatti il villaggio era del tutto deserto. Nelle capanne notò pentole e utensili ancora pieni di cibo, fucili impolverati, aghi ancora infilati nelle stoffe e all’esterno anche una tomba dissacrata. Nonostante la vicenda avesse suscitato molto scalpore, la polizia canadese la ha archiviò come pura e semplice leggenda.

Eppure la vicenda degli Inuit del Lago AnjiKuni viene ancora vista da molti come una misteriosa storia di sparizioni collettive…

La scomparsa di Amelia Earhart

Amelia Earhart

Amelia Earhart era una nota pilota degli anni ’20 del Novecento, che vantava numerosi record nel campo dell’aviazione.

Il 2 luglio 1937 decollò da Lae in Nuova Guinea. A bordo con lei c’era anche Fred Noonan, suo accompagnatore anche in altri voli. I due sarebbero dovuti atterrare sull’isola di Howland per fare rifornimento, ma l’aereo misteriosamente scomparve. L’area da scandagliare era talmente vasta da non sperare in un possibile ritrovamento. Eppure tre anni dopo la loro scomparsa, sull’atollo dove cadde presumibilmente l’aereo furono recuperate ossa umane e due scarpe…

Oggetti che poi, senza ragione, non furono più ritrovati. C’è chi dice che Amelia sia stata catturata dai giapponesi con l’accusa di spionaggio… C’è chi pensa invece che lei stessa abbia inscenato la propria sparizione… Insomma le teorie sono molteplici e differenti.

Secondo gli investigatori l’aereo su cui viaggiavano Amelia e Fred ebbe un’avaria, che costrinse Amalia ad atterrare a Nikumaroro. I segnali di emergenza lanciati dalla pilota, per ironia della sorte, furono interpretati come degli scherzi. Si dice che la coppia di piloti potrebbe essere sopravvissuta grazie alle risorse dell’isola. Ma poi sarebbero morti entrambi di stenti. Sono tutte ipotesi, perché nessuno sa ancora oggi darsi una spiegazione plausibile delle sparizioni sia di Amalia che del suo accompagnatore…

Louis Aimè Augustin Le Prince

Louis Aimé Augustin Le Prince

Louis Aimè Augustin Le Prince rivoluzionò il mondo delle immagini in movimento. Il chimico e pittore francese girò infatti le prime pellicole nel corso del 1888, utilizzando un apparecchio fotografico da lui stesso creato. A parte l’importanza storica che riveste la sua creazione, il suo nome non viene però ricordato. Forse priori per la misteriosa sparizione che coinvolse la sua vita. Con una macchina da presa riuscì a catturare l’immagine di suo figlio Adolphe mentre suonava una fisarmonica alla velocità di 10-12 foto al secondo.

Nel 1901 proprio Adolphe troverà il cadavere del padre Louise. A un primo approccio, sembrava una morte accidentale, in quanto era stata rinvenuta la pistola da caccia di Louis accanto al corpo. Ma Adolphe, non convinto, cominciò a indagare sulla scomparsa del padre, arrivando addirittura a testimoniare nel 1898 in tribunale. Purtroppo Adolphe morì prima che la sentenza finale venisse emessa. Thomas A. Edison viene oggi considerato il primo e unico inventore delle immagini in movimento. Oltre alla beffa anche il danno. Lizzie, moglie di Louise Le Prince, è morta con la convinzione che nella sua famiglia ci siano state due sparizioni senza motivo: quello del marito Louis e quello del figlio Adolphe, quest’ultimo ucciso forse perché “sapeva troppo”.

Sparizioni incredibili: il volo Malaysia Airlines 370

Il Malaysia Airlines scomparso

L’8 marzo 2014 l’aereo Malaysia Airlines Flight 370 scomparve misteriosamente durante il viaggio dall’aeroporto di Kuala Lumpur, in Malesia, con direzione Pechino. L’annuncio ufficiale della scomparsa venne diffuso sul sito della compagnia. Passeggeri, equipaggio e piloti non lanciarono richieste di soccorso. Ad oggi, del resto, non è stato trovato alcun relitto collegabile all’aereo scomparso. Il 15 marzo è stata diffusa a mezzo stampa la notizia di una eventualità che ci possa essere stato un dirottamento. Il 24 marzo il Primo Ministro malese dichiarò: “Si deve concludere che l’aereo sia precipitato inabissandosi nell’Oceano Indiano meridionale“.

Le ricerche hanno coinvolto nel tempo ben 14 paesi. Un gran numero di imbarcazioni, velivoli e satelliti cinesi sono stato impiegati per tentare di scoprire la sorte accaduta all’aereo. Non ci fu mai nessuna richiesta nemmeno da parte di gruppi terroristici o criminali. Le ricerche del Malaysia Airlines Flight 370 continuano ancora oggi.

D.B. Cooper

D.B. Cooper

D.B. Cooper è un noto criminale statunitense, conosciuto a livello mondiale per aver dirottato il Boeing 727 il 24 novembre 1971. I 36 passeggeri lo ricordano come un uomo affascinante e distinto. Durante il volo, Dan Cooper passò un biglietto all’assistente di volo, che lo scambiò per un’avances e lo mise nella borsetta. Ma l’uomo le sussurrò: “Signorina, farebbe meglio a dare un’occhiata a quel biglietto. Ho una bomba“. Le sue richieste furono di 200.000 dollari, quattro paracadute e un’autobotte pronta a Seattle per il rifornimento dell’aereo. Florence raccolse le istruzioni e le portò nella cabina di pilotaggio. Nel corso di queste operazioni, D.B. Cooper si mostrò sempre gentile e cortese, e così venne ricordato da tutte le altre assistenti di volo.

Quando le sue richieste furono soddisfatte, Cooper ordinò al comandante di far rullare l’aereo in una pista isolata. Dispose poi che tutti i passeggeri scendessero dal velilvolo con le hostess e che venissero spente le luci della cabina di pilotaggio per evitare di essere intercettato dai cecchini. Durante il viaggio verso Reno, in Nevada, il dirottatore stesso impostò le coordinate del viaggio. I piloti rimasero chiusi in cabina mentre l’uomo si lanciò con il paracadute. E fu così che di lui si perse ogni traccia…

Negli anni ottanta sono stati trovati alcuni pacchetti di banconote consegnate a Cooper. Nel 2008 alcuni bambini che giocavano in una fattoria dello Stato di Washington, trovarono un paracadute. L’FBI ha confermato che potrebbe trattarsi proprio di quello usato da Cooper, perché il luogo del ritrovamento avrebbe coincidenze con la traiettoria del lancio. Kenneth Christiansen, al secolo D.B. Cooper, potrebbe quindi essere ancora vivo da qualche parte… Il caso resta tuttora aperto.