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Spagna: una festa senza fine

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Che la fiesta cominci. È sbarcato poco dopo le 15 all’aeroporto di Madrid il volo di ritorno dei neo-campioni del Mondo. Annunciato dall’immancabile scritta Campeones che campeggiava sull’aereo, un comunque ristretto numero di tifosi ha accolto festanti Casillas e compagni. Ed è stato proprio il capitano il primo a scendere dalla scaletta, seguito dal ct Del Bosque e dagli altri giocatori.

Provati dal lungo viaggio e da una notte presumibilmente passata in bianco, i protagonisti del successo sono scesi dall’aereo con le magliette da allenamento recanti i loro nomi sulle spalle. Poi tutti alla Casa Reale dove il re Juan Carlos, che non aveva potuto recarsi a Johannesburg per i postumi di un’operazione, la regina Sofia, il principe delle Asturie con l’infanta Elena e la piccola Leonor hanno accolto festosamente l’intera truppa.

“Avete reso orgogliosa un’intera nazione realizzando uno dei nostri sogni, abbiamo trepidato per voi” ha detto un emozionato Juan Carlos con la coppa in mano.

Poi è stata la volta del premier Zapatero, che ha accolto la squadra al Palazzo della Moncloa: “È stata la vostra vittoria ma anche di chi lavora dietro e di tutti gli spagnoli” ha detto il primo ministro prima di dedicare un ringraziamento particolare ad Iniesta e Casillas, gli eroi della finale.

Al termine degli incontri ufficiali è partita la vera festa, destinata a riempire di colori e di suoni tutta la notte madrilena. Non sono mancate, tuttavia, le tragedie: nei festeggiamenti di domenica sera due persone hanno perso la vita mentre ammonta ad un centinaio il numero dei feriti.


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