60 anni Trattati di Roma, il discorso del presidente Mattarella
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60 anni Trattati di Roma, il discorso del presidente Mattarella

sergio mattarella

Il discorso di Sergio Mattarella a Camere riunite in occasione dei 60 dei Trattati di Roma. L’Europa deve guardare al futuro, ai giovani.

Si sono celebrati i 60 anni dai Trattati di Roma presso il Parlamento italiano. Camere riunite e un intervento da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla presenza delle più alte cariche dello Stato, da Pietro Grasso a Laura Boldrini al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Unici assenti i parlamentari della Lega Nord che hanno organizzato una manifestazione in piazza.

Europa quasi ripiegata su se stessa, occorre guardare ai giovani, secondo Mattarella

Il capo dello Stato, a proposito dell’Europa, ha detto che questa “appare quasi ripiegata su se stessa”, “spesso consapevole, nei suoi vertici, dei passi da compiere, eppure incerta nell’intraprendere la rotta. Come ieri, c’è bisogno di visioni lungimiranti, con la capacità di sperimentare percorsi ulteriori e coraggiosi”. Un’Europa che deve guardare al futuro e, in ciò, ha bisogno dei “giovani”. “Fatta l’Europa”, ha detto Mattarella parafrasando Massimo d’Azeglio, “ora è necessario fare gli europei”. “Sono le persone, infatti, particolarmente i giovani”, ha proseguito, “che già vivono l’Europa, ad essere la garanzia della irreversibilità della sua integrazione.

Verso di essi vanno diretti l’attenzione e l’impegno dell’Unione”.

“La celebrazione di questo anniversario”, ha poi detto Mattarella citando la Brexit che proprio in questi giorni sta per prendere l’avvio ufficiale, “richiede che sul percorso di integrazione europea si svolga una riflessione, la cui necessità è accresciuta dall’uscita, per la prima volta, di un Paese, il Regno Unito, membro dal 1973”. A questo proposito, il presidente della Repubblica ha evidenziato che “la spinta all’unità europea si è sempre rivelata, comunque, più forte degli arroccamenti e delle puntigliose distinzioni pro-tempore di singoli governi o di gruppi di Paesi, giocando un ruolo significativo anche nel contributo alla evoluzione delle relazioni internazionali”.

Impossibile, secondo Mattarella, “rinviare gli appuntamenti con la storia”. Non possono “prevalere separatezze e, tantomeno, amputazioni, va, piuttosto, praticata e accresciuta la vicendevole responsabilità, la solidarietà nei benefici e negli oneri”. Infine un richiamo a ricorrere ad “ogni possibile risorsa” per costruire il futuro dell’Europa, adottando “una straordinaria unità d’intenti e una solida fiducia nei valori fondanti del processo di integrazione” senza lasciarsi attrarre da “impossibili ritorni a un passato che non c’è più”.

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