8 dicembre 1970: Il fallito golpe Borghese - Notizie.it
8 dicembre 1970: Il fallito golpe Borghese
Storia

8 dicembre 1970: Il fallito golpe Borghese

Uno dei tanti punti oscuri della storia dell’Italia repubblicana rimane il fallito tentativo di prendere il potere, con una violenta azione paramilitare, del principe Junio Valerio Borghese. Già discusso capitano della X MAS che aderì alla Repubblica di Salò, il nobile voleva rovesciare un governo che dal suo punto di vista si stava troppo avvicinando alla sinistra, appoggiato da alcuni esponenti delle forze armate e dei servizi segreti. Il piano prevedeva che, nella notte tra il 7 e l’8, diversi gruppi armati clandestini, fatti giungere nella capitale nei giorni precedenti, avrebbero dovuto occupare il Ministero dell’Interno e quello della Difesa, la sede della Rai e delle Poste. Il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat sarebbe stato rapito, il capo della Polizia Angelo Vicari ucciso, e i parlamentari, sindacalisti e giornalisti presenti in liste precedentemente preparati sarebbero dovuti essere deportati per destinazione ignota. Con il consolidamento delle posizioni poi avrebbe annunciato questo proclama dalla sede occupata della Rai:

Italiani, l’auspicata svolta politica, il lungamente atteso colpo di stato ha avuto luogo.

La formula politica che per un venticinquennio ci ha governato, ha portato l’Italia sull’orlo dello sfacelo economico e morale, ha cessato di esistere. Nelle prossime ore con successivi bollettini, vi verranno indicati i provvedimenti più immediati e idonei a fronteggiare gli attuali squilibri della Nazione. Le Forze Armate, le Forze dell’Ordine, gli uomini più competenti e rappresentativi della Nazione sono con noi; mentre, dall’altro canto, possiamo assicurarvi che gli avversari più pericolosi, quelli, per intendersi, che volevano asservire la patria allo straniero, sono stati resi inoffensivi. Italiani, lo Stato che insieme creeremo, sarà un’Italia senza aggettivi né colori politici. Essa avrà una sola bandiera: il nostro glorioso Tricolore! Soldati di Terra, di Mare e dell’Aria, Forze dell’Ordine, a voi affidiamo la difesa della Patria e il ristabilimento dell’ordine interno. Non saranno promulgate leggi speciali né verranno istituiti tribunali speciali; vi chiediamo solo di far rispettare le leggi vigenti.

Da questo momento, nessuno potrà impunemente deridervi, offendervi, ferirvi nello spirito e nel corpo, uccidervi. Nel riconsegnare nelle vostre mani il glorioso Tricolore vi invitiamo a gridare il nostro prorompente inno d’amore: Italia! Italia! Viva l’Italia”

Il piano era in fase avanzata di attuazione quando Borghese diede improvvisamente l’ordine di annullamento, per motivi ancora adesso sconosciuti.

Gli italiani vennero a conoscenza del tentato golpe solo tre mesi dopo, grazie ad uno scoop del giornale romano Paese Sera, che, con l’articolo intitolato “Piano eversivo contro la repubblica, scoperto piano di estrema destra“, raccontò la successione di avvenimenti di quella notte di dicembre. Dopo il fallimento, Junio Borghese si rifugiò in Spagna, dove morì nel 1974. I processi riguardanti questi fatti si risolsero in un nulla di fatto, portando all’assoluzione di tutti gli imputati principali. Si sono tentate molte ricostruzioni di ciò che realmente accadde nel corso degli anni, come ad esempio quelle delle trasmissioni televisive Blu Notte di Carlo Lucarelli e La Storia siamo Noi di Gianni Minoli, portando alla luce a volte anche nuovi elementi.

Come per ogni mistero d’Italia si è tirato dentro di tutto, dai servizi segreti americani alla mafia e alla P2, ma purtroppo di certezze per ora, e chissà ancora per quanto, nessuna.

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