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Al Nuovo Teatro Sanità rivive il mito di Ria Rosa
Cultura

Al Nuovo Teatro Sanità rivive il mito di Ria Rosa

Il 6 e 7 gennaio (ore 21.00) e l’8 (alle 18.00), al Nuovo Teatro Sanità, va in scena Ria Rosa – Il viaggio. Lo spettacolo, che omaggia una delle grandi figure della canzone napoletana, la “Cantante degli emigranti” Ria Rosa, è diretto da Rosario Sparno, interpretato da Antonella Romano e Rino De Masco, con la direzione musicale del maestro Giosi Cincotti, che sarà anche al pianoforte.

Contemporanea di cantanti come Lina Cavalieri, Anna Fougez e soprattutto Gilda Mignonette, da cui si è sempre distinta per il suo spirito anticonvenzionale, Ria Rosa ebbe un rapporto turbolento con la sua città proprio a causa del suo rifiuto del regime fascista. Ma anche in America, a New York, non smise mai di esprimersi in favore dei suoi ideali e in occasione dell’ingiusta condanna degli anarchici Sacco e Vanzetti cantò una canzone intitolata A seggia elettrica, poi modificata inMamma sfortunata.

A proposito del suo lavoro teatrale, spiega il regista Rosario Sparno: “Ria Rosa è un viaggio che è una rivoluzione in musica, che parte da Napoli e arriva a NewYork.

Ria Rosa è arte contemporanea, installazione che si colloca nella memoria, arte sfrontata che non teme il rifiuto.Ria Rosa è varietà brillante, intelligente e dissacrante“.

Ria Rosa, sciantosa del Cafè Chantant, nasce a Napoli con il nome di Maria Rosaria Liberti.Debutta nel 1915 a 16 anni ed è subito contesa da impresari ed editori musicali per le sue capacità recitative e la voce scura e teatrale. Nel 1922 va in tournée a New York. Prima artista italiana a vestirsi da uomo per la sua interpretazione di Guapparia, dal 1933 è ufficialmente emigrata in America, dove non teme di prendere posizione in difesa degli anarchici Sacco e Vanzetti. Antifascista e femminista ante litteram, Ria contribuisce a gettare le basi per un’idea di donna più moderna ed emancipata. Uguaglianza, giustizia e libertà sono concetti che trovano ampio spazio nei versi da lei cantati; libertà di fumare, di ballare, di vestirsi e truccarsi contravvenendo al moralismo del tempo che vede la donna relegata nel ruolo di madre e moglie devota.

L’ironica e coraggiosa “nonna delle femministe” abbandona le scene nel 1937, quandodecide di lasciare per sempre l’Italia fascista.

Info e prenotazioni:

3396666426

info@nuovoteatrosanita.it

www.nuovoteatrosanita.it

Programmazione:

6 e 7, gennaio, ore 21.00

8 gennaio, ore 18.00

Nuovo Teatro Sanità, piazzetta San Vincenzo, Rione Sanità – Napoli

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