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A casa tua lo faresti?

L’Italia ha sempre qualcosa da imparare dagli altri paesi. Molti in Europa fanno scuola soprattutto per quanto riguarda lo spreco e il recupero di piccole cose che quotidianamente rovinane le nostre città.
Questa volta si tratta non solo delle cicche di sigarette, ma anche delle gomme da masticare. Messi insieme, questi piccoli rifiuti distruggono l’immagine di molte città, in particolare di centri storici che ne vengono sommersi. Il problema è il loro smaltimento che si rivela molto luogo e soprattutto sono anche molto costosi i lavori di rimozione degli stessi. Per una gomma da masticare buttata sul marciapiede, il costo di pulizia si aggira intorno alle 15€. Ma oltre all’immagine della città, bisogna considerare anche l’inquinamento provocato dai resti delle sigarette.

Tabacco, benzene e arsenico, anche se la sigaretta è pressoché consumata, continuano ad inquinare l’ambiente e l’aria.
La linea più comune per la prevenzione delle strada da questi rifiuti è quella delle multe. In moltissima paesi questa soluzione sembra avere dei risvolti molto positivi. Ciò grazie anche alla somma molto elevata delle multe, che in alcune città italiane arriva finanche a 500€. Una volta fatta la multa, la consapevolezza di evitare questa cattiva abitudine a che punto è? Purtroppo cambia molto poco. Anche perché le nostre città continuano ad essere prese di mira da questi rifiuti. Se si volesse evitare questa cattiva abitudine, si potrebbe almeno nelle città mettere contenitori appositi. O almeno prendere come esempio la Gran Bretagna, dove le cose funzionano un po’ meglio.

Grazie all’aiuto di associazioni private tutti ciò che viene trovato nelle strade, in particolare le gomme da masticare, vengono riciclate in piatti di plastica, scarpe da ginnastica e giocattoli. Ma tutto questo sta nella volontà e di aziende o comunque qualche consorzio che siano disposti a riciclare il tutto. In Italia questa strada sembra ancora molto lontana. Qui si cerca di sensibilizzare il cittadino, ma anche questa strada è tutta in salita. Eppure, secondo qualcuno, sarebbe molto semplice porre al cittadino una semplice domanda: ma a casa tua lo faresti?


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