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A Sant’Antioco un centro termale proprio sulla spiaggia. Voi che ne pensate?
Cronaca

A Sant’Antioco un centro termale proprio sulla spiaggia. Voi che ne pensate?

Sta scatenando molte polemiche nel Sulcis il progetto che prevede la costruzione di un grande centro termale sulla spiaggia di Coaquaddus, l’unico arenile ancora non cementificato nel Comune di Sant’Antioco (Carbonia-Iglesias). Un progetto da 18 milioni di euro, per una struttura che occupera’ 9 ettari, per 67 mila cubi di volumetrie complessive e un totale di 250 posti letto. Tutto questo ad appena 200 metri dalla spiaggia più bella e frequentata di Sant’Antioco. E in barba ad ogni vincolo ambientale e paesaggistico.

Il progetto prevede inoltre un bus navetta che farà avanti e indietro dalla cittadina fino al centro termale per 12 mesi l’anno, parcheggi per i bagnanti e addirittura un eliporto con elicottero.
Dietro il progetto – presentato circa un mese e mezzo fa nel Consiglio comunale di Sant’Antioco – c’è la Gead di Ninetto Deriu. Al momento pare siano favorevoli l’amministrazione comunale e la Cgil del Sulcis che vedono nuovi sbocchi lavorativi; mentre si sono schierate nettamente contro le associazioni ambientaliste (Italia Nostra in testa), il Pd cittadino, i socialisti e molti cittadini che vogliono salvare l’ultima spiaggia ancora non toccata dalla cementificazione.

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11 Commenti su A Sant’Antioco un centro termale proprio sulla spiaggia. Voi che ne pensate?

  1. Ecco, ci mancava solo questa! Siccome le servitù evidentemente per i sardi non sono mai abbastanza, ci si affretta a procurarsene delle altre…
    E a chi gioverebbe, tutto ciò, di grazia?
    Ma davvero noi sardi siamo così tonti da credere ancora che un’ operazione del genere si traduca in benessere economico per gli abitanti?
    Ma la storia recente allora, non insegna proprio nulla???
    Curiosità: ma, il signor Ninetto Deriu, imprenditore (immagino…), ha davvero tutti questi soldi???
    E, se li ha, perchè non li investe in un’ opera più utile per la comunità, per esempio in centri di socializzazione per bambini, o in un centro sportivo aperto a tutti, magari con condizioni di ingresso agevolate, o ancora in un centro di raccolta e cura per le decine e decine di animali randagi che vagano per le strade del nostro territorio, antiochense compreso?
    O è solo un modo come un altro per ottenere finanziamenti pubblici di qualche ente magari diretto da amici o amici egli amici?
    Perchè, sembra uno sport molto praticato, questo, dagli imprenditori italiani e non solo sardi…
    Patrizia

  2. Non prendiamoci in giro. E’ solo l’ennesima speculazione edilizia mascherata da centro termale, dopo qualche mese resterà solo un centro fantasma e tanti disoccupati. Tutto questo fregandosene del piano paesaggistico e distruggendo una spiaggia bellissima. Sicuramente c’è qualcuno che ci guadagna anche nell’amministrazione

  3. CI SONO INNUMEREVOLI SITI dismessi CHE POTREBBERO essere bonificati e utilizzati per opere turistiche. Oltre a Santa Caterina, un altro sito idoneo per la realizzazione di strutture termali è il sito dismesso di Seruci, nel territorio del Comune di Gonnesa, di proprietà della Carbosulcis S.p.A.
    Tale sito faceva parte dei siti messi a bando dalla RAS nel 2008 e per il quale non sono pervenute offerte.
    Il bando riportava testualmente: “56 ettari, mediamente a 2 km dal mare e con RISORSE IDRICHE ADATTE AD INIZIATIVE TERMALI. In passato zona mineraria. In vendita, con l’obbligo di realizzare un piano di sviluppo e di valorizzazione economica, turistico-ricreativa, naturalistica e ricettiva per una volumetria massima consentita di 80.000 mc. Comprende strutture per una volumetria di 65.000 mc, per le quali valgono le norme del PPR. Libera localizzazione delle volumetrie realizzate nell’area dall’aggiudicataria. Base d’asta 5,9 milioni di euro.”
    Il confronto con l’intervento proposto a Coaquaddus è significativo: 67.000 mc per 16 milioni di investimento.

  4. L’Isola di Sant’Antioco di origine vulcanica, ancora oggi nel sottosuolo sgorga acaua calda,le terme si possono fare anche in aree gia compromesse tipo Maladroxia conosciuta già dagli antichi Romani per le sue acque termali.
    E’ chiaro che oggi si tratta solo di speculazione edilizia mirata a cementificare la costa di Coecuaddus fino a pochi metri dal mare dandola in mano al privato che ha molti euro da investire nel cemento, soldi che permettono di comprare persone disposte per il Dio denaro a distruggere angoli di paradiso tipo Coecuaddus.

  5. idioti, deficenti e ciechi fino in fondo…..sempre e inesorabilmente, per 4 denari. Poi resterà solo una struttura fantasma, come quella che hanno fatto qualche km prima che si arrivi a Coaquaddus….un hotel sempre mezzo vuoto, un pugno in un occhio in mezzo alla macchia mediterranea. Ecco che ne penso….NON LO VOGLIO.

  6. Nella zona esistono diverse sorgente termali , c’è la possibilità di sviluppare il progetto lontano dalla costa, perchè rovinare questa magnifica spiaggia. Il centro termale sviluppa il turismo contribuendo allo sviluppo del territorio solo se si riesce a preservarne la sua bellezza, per cui ben venga un centro termale ma assolutamente distante dalle nostre incontaminate spiagge!!Poi a noi del turista che vuole il balcone della sua stanza a 5 m dal mare non interessa nulla, per andare al mare basta un servizio navetta efficiente dall’ Hotel o centro termale che sia, che tra l’altro contribuisce a far lavorare anche gli autisti locali.

  7. Come accade sempre in Sardegna si vuole “valorizzare” una spiaggia, una bellezza naturale che ha bisogno di essere lasciata intatta perchè in ciò sta il suo valore, tutelandola per il godimento dell’interà comunità e di quelle a venire. La conservatoria delle coste esiste ancora?.

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