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A soli 27 anni si è spenta per sempre la voce calda e struggente di Amy Winehouse

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amy winhouseNella morte di Winehouse è impossibile non vedere un elemento di fatalità.

La sua morte infatti si unisce a quella di tante altre morti tragiche della storia della mucica. Come quella di Kurt Cobain, un altro membro di “The Club 27”, quella di Winehouse sembrava già preannunciata nel momento in cui è diventata un idolo delle masse. Come è risaputo Winehouse faceva uso di sostanze stupefacenti. E la canzone che la fece conoscere al grande pubblico è “Rehab”, in cui diceva di non avere intenzione di rinunciare all’uso di droghe.

La morte di Kurt Cobain e quella di Amy Winehouse a differenza di quella di altri membri del “Club 27” erano morti preannunciate. Entrambi i cantanti infatti avevano intrapreso una battaglia pubblica sul tema delle sostanze stupefacenti. In “Rehab” infatti Winehouse aveva chiaramente affermato che non aveva intenzione di rinunciare alla droga e di passare il resto della sua vita in un centro di riabilitazione. Chi guarda su youtube un video della sua ultima comparsa in pubblico ha la sensazione che il treno della sua esistenza si fosse ormai già avviato in una lunga corsa verso l’oscuro baratro della morte.

Cause della morte
L’autopsia sul corpo della cantante rivela l’abuso di grandi quantità di droga ed alcool. Ovviamente ciò non sorprende nessuno dei suo fan sparsi per tutto il mondo. Tuttavia al di là del fatto puramente medico, non c’è risposta purtroppo alla domanda più inquietante: “Perché”? Perché Winehouse ha distrutto la sua vita con la droga? Perché Cobain finì col dipendere a tal punto dalla droga da perdere il bene più prezioso che aveva ovvero la vita? Che cosa ha spinto Janis Joplin ad assumere la dose fatale di eroina? E perché Jmi Hendrix mischiava sonniferi e vino? Si tratta di domande esistenziali, a cui sembra di non poter dare alcuna risposta. Tuttavia anche a questa domanda esiste una risposta, disarmante nella sua semplicità , ma vera. A quanto pare alcun celebrità per via della fama sono costrette a sopportare aspettative e pressioni troppo grandi, a cui purtroppo non reggono. Due sono infatti le possibilità: o la deificazione della celebrità spinge gli artisti ed in particolare i musicisti ad abusi di ogni tipo o per natura questi hanno una personalità che tende all’abuso e che li porterebbe alla morte indipendentemente dalla fama?
Perché?
Certamente è innegabile la coincidenza quasi fatalistica che un’artista così brava e di grande talento sia scomparsa alla sola età di 27 anni. Che rapporto c’è tra l’età di 27 anni e la morte di famosi artisti? Certamente una spiegazione non c’è, però questa coincidenza non sembra frutto del caso. Su questo argomento c’è un vasto dibattito. Una prima ipotesi è che il numero 27 è magico e corrisponde ad una fascia di età in cui compare un disturbo bipolare nella mente umana. L’ipotesi è dunque che la maggior parte dei membri del “Club 27” soffrisse di disturbi, anche se non diagnosticati, bipolari. Senza purtroppo esami psicologici tale teoria resta solo un’ipotesi e non è possibile dirlo con certezza. Tuttavia non ci sorprenderebbe scoprire che Jim Morrison o Joplin soffrissero di psicosi. Sia Winehouse che Cobain sembrano essere gli archetipi di disturbi bipolari. La verità è che nel caso di Amy Winehouse mai potrà essere conosciuta la causa delle problematiche che l’hanno spinta a fare uso di stupefacenti. Nessuno infatti potrà scrivere la storia della sua vita e tutto resta purtroppo a livello di congettura. Tuttavia ogni volta che accade qualcosa di simile ad una persona così giovane, ci tocca riflettere se tale perdita può essere una lezione di vita per tutti noi , affinché non si ripeta più in futuro qualcosa di simile. Sarà un luogo comune, ma la lezione in questo caso è : “State attenti a ciò che desiderate!” E forse la lezione è che non c’è lezione e che non c’è mai una ragione o una spiegazione che possa aiutarci a farci una ragione della morte di una persona di grande talento in così giovane età. Qualunque sia stata la motivazione scatenante, la morte di Amy Winehouse lascia un vuoto profondo nell’industria discografica. Era una cantante di grande talento, che ha saputo rivitalizzare un genere di musica che molti ormai pensavano fosse demodè. Winehouse ha rivalutato il genere “soul”.

La redazione è composta da giornalisti di strada, fotografi, videomaker, persone che vivono le proprie città e che credono nella forza dell'informazione dal basso, libera e indipendente. Fare informazione, per noi, non è solo un lavoro ma è amore per la verità.


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