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A Vienna riapre il tavolo sul nucleare iraniano, il nodo sanzioni

Roma, 29 nov. (askanews) – L’Iran ha annunciato di voler salvare a tutti i costi l’accordo sul nucleare siglato nel 2015, mentre a Vienna sono ripresi i colloqui con Teheran sul programma nucleare iraniano dopo 5 mesi di stop e senza gli Stati Uniti, che sotto l’amministrazione Trump hanno abbandonato unilateralmente il tavolo nel 2018 e reintrodotto le sanzioni contro il Paese degli Ayatollah.

“La delegazione della Repubblica islamica d’Iran è a Vienna con la ferma determinazione di raggiungere un accordo e spera in trattative fruttuose”, ha spiegato in conferenza stampa a Teheran il portavoce del ministero degli Esteri, Saeed Khatibzadeh .

“Il governo ha mostrato la sua volontà e serietà inviando una squadra di qualità nota a tutti. Se l’altra parte mostrerà la stessa volontà, saremo sulla strada giusta per raggiungere un accordo”.

La delegazione iraniana ora a Vienna è guidata dal vice-ministro degli Esteri Ali Bagheri. Ai colloqui partecipano Gran Bretagna, Cina, Francia, Germania e Russia, mentre gli Stati Uniti dovrebbero partecipare in modo indiretto.

“Stiamo verificando in modo pratico l’attuazione degli impegni americani previsti dall’accordo nucleare”, ha aggiunto il portavoce, sottolineando che “se gli Stati Uniti vengono a Vienna con la determinazione di interrompere lo stallo e superare i problemi sui quali non abbiamo trovato un accordo la strada del dialogo sarà sicuramente più facile”.

Dopo che gli Usa hanno reintrodotto le sanzioni, come segno di ritorsione l’Iran ha avviato il processo di arricchimento dell’uranio al 20%. I colloqui a Vienna sono stati interrotti nel giugno 2021 e per diversi mesi il nuovo governo iraniano dell’ultraconservatore Ebrahim Raisi ha ignorato gli appelli a riprendere le trattative.

Il primo ministro israeliano, Naftali Bennett, ha accusato l’Iran di voler riprendere i colloqui per far revocare le sanzioni in cambio di “quasi nulla”.

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