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Abbandonare il nucleare, scelta miope

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Germania, Svizzera, Italia, in modo diverso tutte e tre hanno scelto di abbandonare l’energia nucleare, in reazione all’incidente nella centrale giapponese di Fukushima-Daiichi.

Si tratta di una reazione interessante se si considera che nessuno dei tre paesi è suscettibile di essere colpito da uno tsunami: la Svizzera non ha sbocchi al mare; la Germania ha solo una breve linea costiera sul Mare del Nord ed un’altra sul Mar baltico, entrambi specchi d’acqua dove il rischio di onde anomale è se non inesistente per lo meno minimo.

L’Italia è in mezzo al Mediterraneo, potenzialmente suscettibile di disastri naturali del genere a causa della forte incidenza di terremoti nella regione, ma solo sulla carta: anche in questo, non risultano dati storici che rilevino il verificarsi, nelle ultime migliaia di anni, di eventi del genere. Certo, c’è sempre una prima volta, ma un conto è la realtà sostenuta dai dati di fatto, altra cosa è l’immaginazione.

L’ironia, per quanto riguarda la Germania, è che ottemperare alla scelta di non produrre più energia nucleare i tedeschi dovranno comprare più energia dalla Francia o dalla Russia: nel primo caso, non faranno altro che pagare a caro prezzo l’energia nucleare che non prima producevano a prezzo vantaggioso; nel secondo si troveranno a dover rinunciare a un bel pezzo di sovranità politica, perché l’orso russo di certo non si lascerà sfuggire l’occasione di dettare le sue condizioni.

In tutti e tre i casi, la convenienza politica di dichiarare l’energia nucleare opzione non più praticabile avrà effetti a lungo termine sulle future generazioni. Ad un certo punto, le loro economie saranno così stagnanti che i cittadini potranno solo sedersi e guardare i mulini a vento girare.


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Pier Luigi Caffese
2 Agosto 2011 18:08

Chi ama il nucleare non sa fare i conti perchè il nucleare è piu’ caro delle rinnovabili stoccate che variano da 5 cent Kw a 15 cent,ma senza stoccaggio come si fa in Italia sono carissime.1°Punto è bloccare i progetti senza energy storage e vedrete che il mare ed in vento sono molto piu’convenienti del nucleare.Lei lo sa quanto costava il nucleare EPR all’italiana?36 miliardi,9 miliardi a centrale di cui 6 per costruirle e 3 per stoccaggio scorie che tutti mettono a carico Stato.In Francia si è aperta una grande discussione perchè hanno capito che i costi EPR erano troppo… Leggi il resto »

Andrea
6 Settembre 2011 14:41

può darsi che noi non sappiamo fare i conti, ma tu fai solo i conti che ti interessano: perchè non parli della quantità di combustibile necessaria per ottenere lo stesso quantitativo di energia con altre fonti? Perchè non citi la ben nota equazione di Einstein in base alla quale anche un bambino può capire che il rapporto è 1000000 di volte favorevole al nucleare? Perchè non dici che i 36 miliardi vengono investiti al 90% ed oltre in tecnologia e know how e non in materie prime necessarie per produrre energia con fonti tradizionali? La verità è una sola: anche… Leggi il resto »

Sergio
2 Novembre 2011 09:06

@Andrea Furlan. Ti sei perso qualche passaggio. Il problema non è la produzione di energia pura e il costo derivato. Il problema è il costo della costruzione delle centrali, dello smaltimento dei rifiuti radioattivi e dello smantellamento delle centrali dopo X anni di funzionamento. Sai cosa farei fossi al posto tuo? Prenderei un bel sacco a pelo e andrei a dormire a “Trino Vercellese” nei depositi di stoccaggio del combustibile nucleare ancora presente da quando la centrale è stata dismessa. Ogni volta che il fiume Po ha una piena, gli abitanti si impanicano perchè una esondazione produrrebbe una catastrofe nella… Leggi il resto »

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