×

Abbandonare il nucleare, scelta miope

default featured image 3 1200x900 768x576

Germania, Svizzera, Italia, in modo diverso tutte e tre hanno scelto di abbandonare l’energia nucleare, in reazione all’incidente nella centrale giapponese di Fukushima-Daiichi.

Si tratta di una reazione interessante se si considera che nessuno dei tre paesi è suscettibile di essere colpito da uno tsunami: la Svizzera non ha sbocchi al mare; la Germania ha solo una breve linea costiera sul Mare del Nord ed un’altra sul Mar baltico, entrambi specchi d’acqua dove il rischio di onde anomale è se non inesistente per lo meno minimo.

L’Italia è in mezzo al Mediterraneo, potenzialmente suscettibile di disastri naturali del genere a causa della forte incidenza di terremoti nella regione, ma solo sulla carta: anche in questo, non risultano dati storici che rilevino il verificarsi, nelle ultime migliaia di anni, di eventi del genere. Certo, c’è sempre una prima volta, ma un conto è la realtà sostenuta dai dati di fatto, altra cosa è l’immaginazione.

L’ironia, per quanto riguarda la Germania, è che ottemperare alla scelta di non produrre più energia nucleare i tedeschi dovranno comprare più energia dalla Francia o dalla Russia: nel primo caso, non faranno altro che pagare a caro prezzo l’energia nucleare che non prima producevano a prezzo vantaggioso; nel secondo si troveranno a dover rinunciare a un bel pezzo di sovranità politica, perché l’orso russo di certo non si lascerà sfuggire l’occasione di dettare le sue condizioni.

In tutti e tre i casi, la convenienza politica di dichiarare l’energia nucleare opzione non più praticabile avrà effetti a lungo termine sulle future generazioni. Ad un certo punto, le loro economie saranno così stagnanti che i cittadini potranno solo sedersi e guardare i mulini a vento girare.

Contents.media
Ultima ora