Abolizione ora legale: si vota a Strasburgo per cambiare
Abolizione ora legale: si vota a Strasburgo per cambiare
Cronaca

Abolizione ora legale: si vota a Strasburgo per cambiare

Abolizione ora legale

Sui pro e contro di un'ora di luce in più al giorno anche gli scienziati sono divisi.

Abolizione ora legale: giusto o sbagliato? E’ questa la domanda che in molti si fanno. Perfino gli scienziati, sembrano dividersi sull’importanza o meno dell’abolizione dell’ora legale. Una questione, che per molti, va affrontata a stretto giro perché potrebbe migliorare la qualità della vita delle persone. Ebbene sì, proprio per via dei vari stili di vita e ai ritmi della natura, si sta valutando quanto influisce l’ora legale sulla vita umana e se sia il caso di abolirla. Infatti, oggi a Strasburgo si voterà per avviare una valutazione approfondita della direttiva comunitaria sull’ora legale, colpevole di farci vivere da fine marzo a fine ottobre secondo ritmi che non sarebbero rispettosi di quelli circadiani.

Abolizione ora legale: il perché

A spingere per una revisione della norma è stata una variegata coalizione di eurodeputati, quasi tutti di stati del Nord, Centro ed Est Europa, che avrebbero come obiettivo quello di abolire il cambio d’orario.

A confermare tale volontà, è stata l’eurodeputata verde finlandese, Heidi Hautala, che ha detto: “Turbare due volte all’anno l’orologio interno degli individui porta danni alla salute la nostra richiesta è basata su decine di studi”.

Almeno per il momento, la comunità scientifica non ha formulato condanne decise sull’ora legale. In origine, lo spostamento delle lancette in avanti, venne adottato per favorire il risparmio energetico e in tempi di crisi, come durante la Seconda guerra mondiale o lo shock petrolifero degli anni Settanta, è stato prolungato ben oltre ottobre.

A favore dell’ora legale ci sono anche gli operatori del settore turistico: secondo le loro stime, avere più luce al pomeriggio, significa più tempo per escursioni e visite all’aperto. Cambio repentino di pensiero da parte dei Paesi del Nord Europa, che ora si schierano contro il cambio d’orario, mentre in passato avevano sostenuto che un pomeriggio con meno ore buie favorissero il rientro a casa soprattutto dei bambini delle scuole primarie, che le società del Nord incoraggiano a tornare da soli.

Stesso discorso anche per gli adulti pendolari, dove guidare con la luce è meno pericoloso.

Pro e contro dell’ora legale

Uno studio scientifico ha confermato che il nostro fisico impiega circa una settimana ad assestarsi dopo il jet lag causato dal cambio di orario. Il mutamento del ciclo sonno-veglia avviato dallo sfasamento tra ora solare e ora legale sarebbero le cause principali di insonnia, ansia e nervosismo, con conseguente maggiore stanchezza, minore concentrazione e prontezza di riflessi, inappetenza fino ad arrivare in alcuni soggetti ai problemi cardiaci.

Allo stesso tempo però, alcuni ricercatori hanno dichiarato che i benefici derivanti dall’avere un’ora di luce solare in più al giorno, superano di gran lunga le controindicazioni. Infatti, sempre secondo alcuni ricercatori, la luce solare ha effetti positivi sull’umore e soprattutto sulla capacità del corpo di produrre la vitamina D, che è essenziale anche per il sistema immunitario.

Il dibattito tra i pro e i contro dell’ora legale e la possibilità di abolirla si sta animando sempre di più.

Una spaccatura nel mondo politico e in quello scientifico, che ha spinto gli eurodeputati che propongono una revisione della norma comunitaria, i poter ottenere nuove valutazioni sui pro e i contro sull’utilizzo dell’ora legale. Allo stesso tempo, gli stessi eurodeputati chiedono più libertà individuale, consentendo così ogni Stato membro di poter decidere a piacere sull’utilizzo o meno dell’ora legale.

Intanto, la discussione sull’ora legale nata da una proposta di un gruppo di eurodeputati, fa ritornare in luce un altro vecchio contenzioso che riguarda il continente che, sebbene sia molto esteso, ha un solo fuso orario oltre la Gran Bretagna. Riprendendo nuovamente a dibattere su tale argomento, si dà nuovamente l’opportunità di attaccare l’Unione europea sulla sua ipotetica politica centralizzata.

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