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Aborto in Usa, i tentativi di organizzare la resistenza

Roma, 25 giu. (askanews) – Negli Stati Uniti si provano ad organizzare azioni legali e catene di solidarietà per proteggere le donne cittadine di Stati dove l’aborto è stato già o sarà presto messo al bando, dopo la sentenza della Corte suprema federale del 24 giugno.

In Massachussets, vibrata la protesta della senatrice democratica Elizabeth Warren, già candidata alla Casa Bianca: la sentenza del 1973 Roe versus Wade che tutelava il diritto di scelta delle donne, ha detto, è morta: “Sei estremisti alla Corte suprema degli Stati Uniti hanno deciso che possono obbligare tutta l’America alle loro personali opinioni morali e religiose.

Roe è morta, ma gli estremisti della Corte Suprema non avranno l’ultima parola”

In California il governatore democratico Gavin Newsom annuncia, l’aborto qui è libero e tale rimarrà, ho firmato una legge per fare del nostro Stato un porto sicuro per le donne di tutto il paese.

Sono diversi gli Stati che si muovono in questa direzione. Anche la governatrice dello Stato di New York Kathy Hochul fa promesse: “I diritti sono sicuri qui nello Stato di New York, abbiamo già agito e stanziato 35 milioni di dollari per sostenere le nostre cliniche e aiutare le nostre sorelle in tutto il paese ad arrivare fin qui, questo è il loro porto sicuro”.

Non sarà facile: alcuni Stati come il Missouri e il Texas si stanno muovendo per consentire di perseguire le donne che andassero ad abortire oltre confine.

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