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Aborto spontaneo: i sintomi

L’espressione aborto spontaneo è usata per indicare l’interruzione spontanea della gravidanza, entro la ventesima settimana di gestazione o comunque prima del raggiungimento della vitalità del feto stesso, ossia la capacità di sopravvivere al di fuori dell’utero senza aiuti artificiali. Pur essendo un evento piuttosto comune, non è facile determinarne l’incidenza siccome non tutte le donne che abortiscono si rivolgono al medico e a volte neppure si rendono conto di aver abortito, visto che può facilmente essere confuso con una normale mestruazione.

Se si presenta uno dei sintomi seguenti, o se li avvertite tutti, è fondamentale contattare il ginecologo o recarsi immediatamente al pronto soccorso per la diagnosi di un eventuale aborto spontaneo:

– Copiose perdite di sangue dalla vagina, accompagnate o meno da crampi;
– Vere e proprie contrazioni dolorose, a intervalli di 5, 20 minuti;
– Mal di schiena, di intensità da lieve a grave, solitamente più forte rispetto ai normali crampi mestruali;
– Dolori intermittenti di tipo colico;
– Dimagrimento;
– Muco di colore bianco rosato;
– Diminuzione improvvisa dei segni di una gravidanza in atto.

Sebbene il sanguinamento vaginale sia un sintomo comune quando la donna vive un aborto spontaneo, può essere erroneamente considerato aborto uno stato di emorragia uterina conseguente a un periodo relativamente lungo senza mestruazioni.

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