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Accordo Pfizer-Microsft per un microchip nei vaccini: la bufala condivisa da complottisti e no vax

Accordo Pfizer-Microsft per un microchip nei vaccini: la bufala condivisa da complottisti e no vax spopola sul web anche se viene da un sito di satira

Un chip sottocutaneo

Accordo Pfizer-Microsft per un microchip inserito nei vaccini: la bufala condivisa da complottisti e no vax sul “Pluton” spopola nella parte grulla dell’universo web. Grulla a pericolosa, a contare che fake estreme come queste sono alla base di una parte, sia pur minima, della mancata immunizzazione di sacche di popolazione mondiale.

Quale sarebbe la notizia-bomba che ovviamente è una bufala con i controfiocchi? Quella per cui Pfizer avrebbe fatto l’annuncio di un suo “aggiornamento del vaccino” anti covid. Per far cosa? Inserire un microchip che riduca i sintomi della malattia, che consenta il monitoraggio dei vaccinati e che con una sorta di stimolazione indotta li convinca a a prediligere i prodotti Microsoft rispetto a quelli della concorrente storica, Apple, che però starebbe facendo un accordo simile con Moderna

Accordo Pfizer-Microsft: la satira di Value Walk 

La bufala circola in forma di solenne messaggio in alcuni gruppi Facebook e negli ambienti No Vax “estremi”, quelli che senza un complotto da scoprire neanche mettono i piedi giù dal letto, sta spopolando. Ovviamente è una notizia falsa, falsissima, e che sta a metà fra la tenerezza e la rassegnazione verso chi ad essa crede ciecamente. Il pezzo è del 9 aprile ed è preso paro paro dal sito ValueWalk che accredita anche l’esistenza di un documento ufficiale sull’accordo Pfizer-Microsoft.

E quasi nessuno dei grulloni che hanno condiviso e rilanciato la notizia, al di là di un merito quanto meno inverosimile, ha fatto i conti con un dato: il sito di lancio della fake è un sito satirico, cioè deputato per sua mission a proporre faccende che non hanno fondamento e che dovrebbero indurre al sorriso, non a riflessioni esistenziali sulle camarille occulte del pianeta. 

Google, parole chiave e nazismo

Eppure basta digitare su Google le parole chiave “Microsoft Pfizer chip” per trovare migliaia di pubblicazioni, rimandi e condivisioni, anche alla faccia di quel prefisso, “micro”, che sul pacco della notizia falsa è un po’ il “fiocco” linguistico e che in ambiti clinici più seri indica inserimenti sottocutanei. Condivisioni con commenti anche estremi, a giudicare quello di un tizio che ha rievocato addirittura l’eugenetica sperimentale del nazismo e gli esperimenti del dottor “Menghele”. Il dato tecnico è che i No Vax sono la categoria forse più trollabile del pianeta, quello etico è che se il web doveva migliorarci, con molti di noi ha fallito la mission. Quello giornalistico è che nel contesto della definizione di “notizia” il concetto di verità sembra essere arretrato rispetto a quello di verisimiglianza. Anche se poi c’è qualcuno che va oltre anche quella.

Giampiero Casoni è nato a San Vittore del Lazio nel 1968. Dopo gli studi classici, ha intrapreso la carriera giornalistica con le alterne vicende tipiche della stampa locale e di un carattere che lui stesso definisce "refrattario alla lima". Responsabile della cronaca giudiziaria di quotidiani come Ciociaria Oggi e La Provincia e dei primi free press del territorio per oltre 15 anni, appassionato di storia e dei fenomeni malavitosi. Nei primi anni del nuovo millennio ha esordito anche come scrittore e ha iniziato a collaborare con agenzie di stampa e testate online a carattere nazionale, sempre come corrispondente di cronaca nera e giudiziaria.


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Giampiero Casoni

Giampiero Casoni è nato a San Vittore del Lazio nel 1968. Dopo gli studi classici, ha intrapreso la carriera giornalistica con le alterne vicende tipiche della stampa locale e di un carattere che lui stesso definisce "refrattario alla lima". Responsabile della cronaca giudiziaria di quotidiani come Ciociaria Oggi e La Provincia e dei primi free press del territorio per oltre 15 anni, appassionato di storia e dei fenomeni malavitosi. Nei primi anni del nuovo millennio ha esordito anche come scrittore e ha iniziato a collaborare con agenzie di stampa e testate online a carattere nazionale, sempre come corrispondente di cronaca nera e giudiziaria.

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