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Adidas sceglie come testimonial una modella che non si depila, insulti sui social
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Adidas sceglie come testimonial una modella che non si depila, insulti sui social

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Adidas sceglie come testimonial una modella che non si depila, insulti sui social

Adidas sceglie come testimonial una modella che non si depila, e affida la sua campagna pubblicitaria alla 25enne fotografa svedese Arvuda Bystrom, che da anni si batte per la non depilazione.

Una scelta per far parlare di sè, ovviamente, quella fatta da Adidas. Il colosso che produce calzature, abbigliamento e altri articoli sportivi, per attività professionale, dilettantistica o per il tempo libero, ha scelto come testimonial una ragazza 25enne bionda e molto carina, che non si depila.

La giovane ragazza, infatti, fotografata con ai piedi una paio di scarpe da ginnastica dall’inconfondibile fattezze Adidas, mostra due gambe pelosissime, perchè, evidentemente e scientemente, non ha fatto la ceretta. Le foto non lasciano dubbi ad altre interpretazioni: i peli sono in primissimo piano.

Si tratta della campagna, #Superstar, che Adidas ha deciso di dedicare alle “icone di domani”, la modella appare in foto con le scarpe in primo piano e con i peli sulle gambe. La nuova campagna pubblicitaria del colosso sportivo, è stata affidata alla 25enne fotografa svedese Arvuda Bystrom, che da anni si batte per la non depilazione e che per questo è diventata testimonial diretta delle sue .

L’idea non è piaciuta a tutti, molti, e questo significa che la pubblicità funziona, hanno sollevato un polverone non indifferente sui social.

Vittima preferita proprio Arvuda, che mostra le sue foto con grande orgoglio e per questo continua ad essere male apostrofata sui social network.

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Gli insulti sui social per Arvuda Bystrom

Arvuda, ha deciso di portare avanti la sua provocazione, ed ecco cosa racconta lei stessa su Instagram: “Sui social ho ricevuto molti commenti pieni d’odio e minacce di stupro via email, non riesco nemmeno a immaginare cosa voglia dire cercare di resistere in questo mondo senza avere tutti i privilegi che ho io.”.

E, ancora: “Penso che il femminismo sia un concetto culturale. Chiunque può essere femminile, fare cose da donna e forse la società ha paura di questo.”.

La storia dell’Adidas, la nascita di un nome intramontabile

Le origini dell’attuale azienda si possono far risalire al 1924 quando Adolf Dassler, figlio del calzolaio Christoph von Wilhelm Dassler, aveva cominciato a produrre scarpe da calcio nella lavanderia della madre Pauline a Herzogenaurach, una cittadina della Baviera.

Nello stesso anno, insieme al fratello maggiore Rudolf Dassler, fondò la Gebrüder Dassler Schuhfabrik (fabbrica di scarpe fratelli Dassler). Adolf si occupava di fabbricare materialmente le scarpe mentre Rudolf si occupava della distribuzione e della parte gestionale.

L’azienda ottenne subito un grande successo e guadagnò la ribalta internazionale già durante i Giochi Olimpici del 1936. Nel 1947, a causa di dissapori che erano già sorti durante la II guerra mondiale, i due fratelli si divisero. Rudolf formò una sua azienda che chiamò inizialmente Ruda (dalle prime due lettere rispettivamente del suo nome Rudolf e del cognome Dassler) e che poi nel 1948 ribattezzò in Puma Schuhfabrik Rudolf Dassler, oggi nota semplicemente come Puma.

Adolf invece chiamò la sua azienda Adidas, anch’egli utilizzando le tre lettere del suo soprannome, Adi, e le tre prime lettere del cognome Dassler. L’azienda fu ufficialmente registrata il 18 agosto 1949 come Adidas AG.

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