Adolf Hitler era vegetariano: lo testimoniano i suoi denti
Adolf Hitler era vegetariano: lo testimoniano i suoi denti
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Adolf Hitler era vegetariano: lo testimoniano i suoi denti

Adolf Hitler
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Nuovi studi sui denti di Hitler sarebbero la conferma: il dittatore nazista era vegetariano

Nuove ricerche e analisi scientifiche realizzate sui denti di Adolf Hitler sarebbero la prova schiacciante di una particolare abitudine alimentare del dittatore tedesco. Infatti, sembrerebbe che il leader nazista fosse vegetariano. Ma se da un lato cominciano a essere risolti alcuni misteri e incomprensioni sulla sua vita, dall’altro resta sconosciuta e apparentemente indecifrabile l’esatta causa della morte.

I retroscena sulla vita di Adolf Hitler

E’ stato uno dei più temibili uomini del Novecento. Dopo aver condotto la sua Germania in una Guerra dalla portata mondiale, a distanza di settantanni emergono nuovi e inediti retroscena sulla surreale vita di Adolf Hitler.

Nuovi studi sui resti del corpo del dittatore sarebbero una conferma interessante circa alcune particolari abitudini del Führer. I denti di Hitler, infatti, hanno fornito la prova che fosse vegetariano. Nuove analisi condotte sui suoi presunti resti, conservati in Russia, offrirebbero indizi importanti sulla sua vita. Eppure permangono i dubbi sulla sua morte così misteriosa. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista European Journal of Internal Medicine dal gruppo dell’Università di Versailles, guidato da Philippe Charlier, ma non è stato possibile eseguire il test del Dna per confermare l’appartenenza dei resti.

I ricercatori hanno prima esaminato un frammento del cranio, che ha rivelato la presenza di una ferita da arma da fuoco in uscita sul lato sinistro.

Poi gli studiosi sono passati ai frammenti della mandibola superiore e inferiore. La placca, una sostanza che intrappola microscopiche particelle di cibo, ha confermato che Hitler era vegetariano.

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“Al momento della morte aveva solo quattro denti ancora sani, i quattro incisivi inferiori”, hanno dichiarato gli studiosi. Gli altri erano costituiti da capsule e ponti metallici. Dopo ulteriori analisi, è emersa l’assenza di residui di metalli pesanti sui denti. Questo dato non è irrilevante: al contrario, escluderebbe la possibilità che Hitler possa essersi suicidato infilandosi una pistola in bocca. Inoltre, la presenza di misteriosi depositi blu trovati sui ponti metallici sarebbero indicativi circa l’assunzione di cianuro al momento della morte.

Gli studi sul corpo di Hitler

I presunti resti di Hitler furono seppelliti a Magdeburgo, nella Germania Est. Lì rimasero fino all’aprile 1970, quando i servizi segreti sovietici li distrussero in un’operazione speciale. La dentatura di Hitler e frammenti del suo cranio sarebbero gli unici reperti appartenenti al Führer.

I presunti denti di Hitler oggi si trovano negli archivi di stato russi. Per molti, si tratterebbe di una specie di beffa postuma al nemico sconfitto. Solo dopo la fine della Guerra Fredda e la distruzione del blocco Sovietico, la Russia fece sapere di aver conservato parte dei presunti resti di Adolf Hitler. Da allora però non c’erano state analisi definitive su questi resti, perché la Russia aveva sempre negato i permessi per farle. Le ultime scoperte sono estremamente interessanti e sconvolgenti.

Un permesso di studio sul pezzo di cranio di Hitler fu assegnato nel 2009 all’americano Nick Bellantoni. L’archeologo, basandosi sull’osservazione delle ossa, riteneva si trattasse di un corpo femminile. Il FSB non accettò la teoria di Bellantoni e ribadì l’autenticità del pezzo di cranio. Gli studi del ricercatore americano non sono mai stati esposti in un articolo scientifico, ma solo spiegata in un documentario. Eppure, non vennero mai realizzate ulteriori analisi di verifica.

Così, ci vollero altri due anni per convincere il FSB a permettere di esaminare nuovamente i presunti resti di Hitler.

La misteriosa morte di Hitler

La storia dei presunti denti di Hitler è molto lunga e confusa. Quando le truppe sovietiche arrivarono a Berlino, il 2 maggio 1945, ricevettero il compito di trovare il cadavere di Hitler. Prima di morire il dittatore aveva dato l’ordine che i suoi resti fossero bruciati per evitare che diventassero un trofeo di guerra. Eppure pare che non siano mai stati completamente distrutti. Ciò che resistette alle fiamme fu seppellito vicino al bunker.

I frammenti della mascella e della mandibola del presunto cadavere di Hitler fu spedito a Mosca perché si potesse fare un’identificazione, insieme con l’assistente del dentista di Hitler, Hugo Blaschke, e dell’igienista Fritz Echtmann. Così è arrivata la conferma: si trattava proprio dei denti di Hitler. Il 30 maggio 1946 l’Unione Sovietica condusse un’operazione segreta a Berlino per verificare le indagini fatte un anno prima e poter confermare o meno l’ipotesi che Hitler si fosse suicidato ingerendo del cianuro.

È a questo punto della storia che compare un frammento di cranio con un foro di proiettile, che sarebbe stato ritrovato nello stesso punto in cui furono rinvenuti i presunti corpi di Hitler ed Eva Braun.

La sua scoperta mise in discussione l’idea secondo cui Hitler si sarebbe suicidato ingerendo del cianuro. Così fu ipotizzato che il dittatore si sparò o si fece sparare perché il veleno non stava avendo effetto o, al contrario, perché i suoi effetti erano molto dolorosi. Eppure le ultime ricerche smentirebbero quanto sostenuto per decenni.

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