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Adunata Alpini, la procura archivia una denuncia, Non Una di Meno: “Non ci scusiamo”

Il braccio di ferro sulla controversa adunata degli Alpini a Rimini non cessa, la procura archivia una denuncia, Non Una di Meno: “Non ci scusiamo”

Esponenti di Non una di meno

Torna il braccio di ferro sulla controversa adunata degli Alpini a Rimini di maggio, la procura archivia una denuncia per molestie sessuali ma Non Una di Meno precisa: “Non ci scusiamo”. Dall’associazione infatti fanno sapere che la battaglia legale prosegue e che ci sono altri casi censibili.

Il cardine del nuovo “focus” sulla vicenda è la richiesta di archiviazione, avanzata dalla Procura di Rimini in ordine alla sola denuncia di molestia sessuale che è stata formalizzata dai carabinieri. 

Il braccio di ferro sulle presunte molestie

Da un lato alpini ed esponenti politici del centro destra chiedono le scuse e dall’altro l’associazione che ha raccolto le denunce non ci pensa proprio ed annuncia nuove battaglie. Fanpage fa sapere che Non una di meno ha ricevuto 170 testimonianze, con oltre 500 episodi di molestie che esiste altro materiale raccolto con l’aiuto di una avvocata, e che dovrà essere depositato in Procura nei prossimi giorni.

Paola, attivista di non una di meno, ha detto a Fanpage: “La richiesta di archiviazione si riferisce a una denuncia che non è tra quelle passate da noi, attraverso l’avvocata che ci ha offerto il patrocinio gratuito”. 

Non Una di Meno: “Non ci scusiamo”

E ancora: “Sicuramente una delle motivazioni per cui vengono archiviate queste denunce è che o arrivano con un po’ di giorni di ritardo rispetto agli episodi, oppure non possono essere circostanziate con orario preciso e luogo.

Non essendoci stati in quei giorni dei presidi delle forze dell’ordine, in assenza dei filmati delle telecamere, perché quelle dei negozi vengono conservate per un periodo limitato di tempo, e senza testimoni sufficienti per portare avanti le denunce, la situazione si complica”. Poi la presa di posizione in ordine alla richiesta di scuse invocata dal presidente dell’associazione nazionale alpini Sebastiano Favero: “Nessuno deve chiedere scusa, ma gli Alpini devono fare un’autocritica e domandarsi se non ci sia qualcosa da cambiare all’interno della loro organizzazione o nella loro mentalità.

Non vogliamo delle scuse, non vogliamo niente, ma non abbiamo nulla di cui scusarci. Vogliamo cambiare il mondo, è diverso”.

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