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Afghanistan, Di Maio: “Pronti ad evacuare il personale dell’ambasciata a Kabul”

In un'intervista al Corriere della Sera il Ministro degli Esteri Di Maio fa il punto della drammatica situazione in Afghanistan

Di Maio Afghanistan

“Pronti ad evacuare il personale dell’ambasciata italiana a Kabul ma non abbandoneremo gli afghani”. Il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio fa il punto della drammatica situazione in Afghanistan nel corso di un’intervista al Corriere della Sera

Di Maio sulla situazione in Afghanistan

Una crisi umanitaria: la denuncia di Emergency

La situazione in Afghanistan è più instabile e drammatica che mai. La fine della missione degli Stati Uniti non ha di certo rappresentato il ritiro dei contingenti militari dopo la fine del conflitto, anzi.  

Una tragedia che da qualunque punto di vista la si voglia analizzare non può che rappresentare una sconfitta per tutte le forze messe in campo in questi anni. 

Alla rapidissima avanzata avanzata dei talebani in Afghanistan corrisponde una crisi umanitaria che Emergency ha denunciato sui suoi canali social alcuni giorni fa, riferendosi ai rimpatri dei profughi afghani da parte dei paesi europei:

“L’Afghanistan che conosciamo noi continua, soprattutto negli ultimi mesi, a essere dilaniato da scontri quotidiani in quasi tutte le province.

Dai nostri ospedali siamo testimoni di un Paese al collasso, in preda alla violenza, all’insicurezza e alla paura. La crisi umanitaria è già in atto: i civili sono coinvolti nei combattimenti, gli sfollati stanno già uscendo dalle città ammassandosi dove possono”. 

E non è possibile non nominare Emergency senza  Gino Strada, morto proprio quando tutto sembra tornato al punto di prima dopo vent’anni. “”Questa situazione non sorprende nessuno che abbia una conoscenza dell’Afghanistan o almeno buona memoria.

Mi sembra che siano sempre mancate” ha scritto nel suo ultimo articolo su Il Tempo.

La situazione a dir poco esplosiva preoccupa ovviamente anche l’Italia. Oltre alle questioni di politica estera occorre tutelare gli italiani presenti in Afghanistan. Il premier Mario Draghi ne ha discusso telefonicamente con i ministri degli Esteri  e della Difesa Luigi Di Maio e Lorenzo Guerini, con una particolare attenzione al  personale dell’ambasciata a Kabul.

Senza che questo si traduca in un abbandono del popolo afghano. Di questa ricerca di un equilibrio tra diverse esigenze, ne ha parlato il Ministro Di Maio in un’intervista al Corriere della Sera. 

Afghanistan, Di Maio: “Monitoriamo la situazione”

“Ho sentito il presidente Draghi per fare il punto della situazione. Alla Farnesina stiamo monitorando la situazione 24 ore al giorno, in stretta sinergia con la nostra ambasciata a Kabul, con i ministeri della Difesa e dell’Interno e con la nostra Intelligence. La priorità è mettere in sicurezza i nostri connazionali” ha affermato il Ministro.

“Ci stiamo preparando ad ogni evenienza, anche quella dell’evacuazione. Dobbiamo pensare alla sicurezza del personale della nostra ambasciata e dei nostri connazionali. Se sarà necessario, con l’importante aiuto della Difesa, porteremo tutti in sicurezza in Italia, in tempi rapidi”.  Il Ministro ha poi precisato che “nel caso di evacuazione, l’ambasciata rimarrà operativa da Roma e i fondi destinati al sostegno delle forze di sicurezza afghane potranno essere ri-orientati verso la tutela dei collaboratori delle nostre componenti diplomatiche, militari e civili”. 

Afghanistan, Di Maio. “Non abbandoniamo popolo afghano”

L’eventuale evacuazione del personale dell’ambasciata secondo Di Maio non si tradurrà in un abbandono del martoriato popolo afghano:

“Non ci sarà un nuovo impegno militare, ma non possiamo pensare di abbandonare dopo 20 anni il popolo afghano”.

Facile a dirsi decisamente più difficile da portare a termine considerato che questo dovrebbe presupporre un riconoscimento dei Talebani di alcuni diritti acquisiti dal popolo afghano durante i venti anni di presenza internazionale sul territorio. I segnali non sembrano proprio propendere verso il dialogo. 

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