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Afghanistan, il piano di accoglienza del Viminale: quanti sono i profughi arrivati in Italia e dove andranno

Sono 5mila gli afghani arrivati in Italia con il ponte aereo concluso sabato 28 agosto, ma un numero indefinito potrebbe arrivare seguendo varie rotte.

Afghanistan piano di accoglienza

Continuano gli arrivi in Italia (e nel resto d’Europa) di cittadini afghani in fuga dalle repressioni in corso nel proprio Paese, ormai sotto il controllo dei talebani. In Afghanistan intanto il terrore cresce di giorno in giorno. In preda alla disperazione sono migliaia i cittadini che tentano la fuga, chi provando a varcare i confini del Paese e chi persino aggrappandosi agli aerei in partenza.

Le madri sono disposte a morire di dolore cercando di mettere in salvo i propri figli, anche se ciò potrebbe significare non vederli più. I bambini in Afghanistan rischiano di essere uccisi, rapiti o addestrati kamikaze. Le bambine, invece, rischiano stupro e sottomissione. Intanto i drammi nel Paese asiatico continuano e la crisi umanitaria è solo agli inizi. Lo testimoniano le esplosioni, le violenze e le minacce, ma anche le repressioni e le numerose forme di privazione della libertà personale.

Mentre anche l’ultimo aereo americano lascia l’Afghanistan, tantissimi cittadini tentano la fuga. In Italia mediante il ponte aereo che si è concluso sabato 28 agosto, sono arrivati 5000 profughi provenienti dall’Afghanistan, ma un numero indefinito potrebbe presto raggiungere il nostro Paese attraverso varie rotte, a partire da quella balncanica, già teatro di un consistente fenomeno migratorio: il Viminale è al lavoro per organizzare il piano di accoglienza.

Afghanistan, il piano di accoglienza del Viminale

Ai 5000 cittadini afghani già arrivati in Italia potrebbero aggiungersi molti profughi che da giorni tentano in ogni modo la fuga dal proprio Paese. Così dopo una prima accoglienza, il governo italiano è al lavoro per garantire “percorsi di integrazione pieni e duraturi”.

Il Viminale sarebbe intenzionato a inserire i profughi arrivati negli ultimi giorni nel cosiddetto Sai, il Sistema di accoglienza e integrazione.

Tuttavia, i posti messi a disposizione del Sai (comprese le strutture alberghiere) da parte dei Comuni non sono attualmente sufficienti. Per questo motivo, potrebbe rivelarsi necessario varare un provvedimento urgente, forse un decreto legge, per ampliarli, garantendo una conseguente copertura finanziaria.

Afghanistan, il piano di accoglienza del Viminale: le strutture mobilitate

Mentre il Viminale lavora per organizzare il piano di accoglienza destinato ai profughi afghani, diverse strutture si sono già mobilitate per ospitarli nel periodo di quarantena.

Dal Centro sportivo olimpico dell’Esercito alla Cecchignola a diverse basi logistiche, fino al grande hub dell’Interporto di Avezzano, che può ospitare fino a 2mila persone (al momento i profughi presenti sono 1.300). Le regioni hanno messo a disposizione altre strutture. Una volta conclusa la quarantena, spetterà al Ministero dell’Interno organizzare la redistribuzione dei profughi sul territorio nazionale.

Afghanistan, il piano di accoglienza del Viminale: le parole di Di Maio

“Adesso inizia la fase 2”. Ad annunciarlo è il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

Poi ha fatto sapere: “In settimana partirà il “piano italiano per il popolo afgano” che ho illustrato nei giorni scorsi in Consiglio dei Ministri, con la prima riunione della cabina di regia interministeriale, così da coordinare le iniziative per l’accoglienza e la formazione di tanti bambini e ragazzi arrivati in Italia”.

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