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Afghanistan, neonato disperso durante il ritiro da Kabul riconsegnato alla famiglia

Il neonato Sohail Ahmadi, disperso durante il ritiro da Kabul nel mese di agosto, è stato riconsegnato alla sua famiglia, in Afghanistan.

kabul

Il piccolo Sohail Ahmadi si è finalmente ricongiunto con la propria famiglia. Il neonato afghano risultava disperso da mesi, dopo essere stato affidato alle cure di un marine americano dai genitori al momento del ritorno al potere dei talebani nel Paese.

Afghanistan, neonato disperso durante il ritiro da Kabul riconsegnato alla famiglia

Alla metà del mese di agosto 2021, i talebani hanno espugnato Kabul e sono tornati al potere, mettendo in ginocchio l’Afghanistan. Il ritorno al potere degli estremisti islamici è avvenuto in concomitanza con il ritiro delle truppe americane dal Paese ed è stato seguito dal dilagare del caos tra la popolazione che si è accalcata presso l’aeroporto internazionale Hamid Karzai di Kabul nel tentativo di abbandonare la Nazione e mettersi in salvo.

In questo contesto, un neonato afghano è stato affidato dai genitori alle cure di un marine degli Stati Uniti d’America e, successivamente, è stato dichiarato disperso per svariati mesi.

Afghanistan, neonato disperso durante il ritiro da Kabul accudito da un tassista

Sulla base di quanto riferito dalla BBC, dopo mesi di impegno e ricerche, il piccolo Sohail Ahmadi è stato finalmente ritrovato e, nella giornata di sabato 8 gennaio, è stato riconsegnato al nonno che ha raggiunto Kabul dalla lontana provincia di Badakhshan.

Nel momento in cui il nonno ha potuto riabbracciare il neonato, ha dichiarato: “Stiamo festeggiando e cantando, sembra una festa di matrimonio”.

I festeggiamenti hanno coinvolto anche il resto della famiglia che, nonostante si sia trasferita in America, ha assistito all’evento tramite video chat.

La BBC, inoltre, ha rivelato che il neonato ha trascorso gli ultimi mesi in compagnia del tassista Hamid Safi, 29 anni, che ha raccontato di averlo trovato abbandonato all’aeroporto di Kabul e di aver, quindi, deciso di portarlo con sé.

In questi mesi, il piccolo è stato accudito da Safi e dalla moglie e ha vissuto con gli altri figli della coppia. La famiglia, che aveva ribattezzato il bambino Mohammad Abed, aveva poi pubblicato una foto sul proprio profilo Facebook.

Afghanistan, neonato disperso durante il ritiro da Kabul: la storia dei coniugi Ahmadi

I coniugi Ahmadi, genitori del piccolo Sohail, si erano recati all’aeroporto di Kabul lo scorso 19 agosto nel tentativo di lasciare l’Afghanistan e sfuggire ai talebani. Trovandosi in balia della calca accorsa in aeroporto e giunti insieme ad altre migliaia di persone che, dinanzi ai cancelli dell’Abby Gate, attendevano di entrare nello scalo, la coppia aveva deciso di affidare il neonato a un marine americano. In questo modo, erano convinti di proteggere il figlio dal pericolo di restare schiacciato tra la folla e di poterlo riabbracciare non appena varcata la soglia dell’ingresso dell’aeroporto.

I tempi trascorsi tra la consegna del neonato al militare statunitense e l’effettivo arrivo all’ingresso dello scalo, tuttavia, si sono rivelati estremamente più lunghi di quanto i coniugi Ahmadi non avessero pensato. Allo scalo, quindi, del piccolo non c’era più traccia e, per mesi, la coppia – che è stata evacuata con gli altri quattro figli di 17, 9, 6 e 3 anni e portata a Fort Bliss, in Texas –non ha avuto notizie del bimbo.

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