Aggredisce due persone urlando "Allah Akbar", arrestata
Aggredisce due persone urlando “Allah Akbar”, arrestata
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Aggredisce due persone urlando “Allah Akbar”, arrestata

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Il fatto è avvenuto a Tolone, in Francia. La donna è stata arrestata. Si indaga su possibili legami con organizzazioni terroristiche.

Una donna, nel sud della Francia, ha ferito due persone gridando “Allah akbar”. E’ successo il 17 giugno a Le-Seyne-sur-Mer, cittadina nei pressi di Tolone. La donna, con problemi psichici, ha colpito in un supermercato, causando delle lesioni a un cliente e a una commessa con un taglierino. Le due vittime non versano in gravi condizioni ma l’uomo, ferito al petto, è stato ricoverato in ospedale. La donna è stata prima bloccata e disarmata dallo staff del supermercato, riferisce il Daily Mail, poi fermata dalle forze dell’ordine.

Probabile gesto isolato

Secondo quanto emerge dalle prime ricostruzioni, la donna ha ventiquattro anni, è francese ed è già nota alla polizia, a causa di reati comuni e comportamenti aggressivi. Una perquisizione nella sua abitazione servirà ad appurare la presenza o meno di legami con organizzazioni terroristiche quali l’Isis o gruppi affiliati. La 24enne potrebbe non essere un membro effettivo dell’Isis, ma non si può escludere che ne condivida l’ideologia o che sia stata radicalizzata.

Bernard Marchal, funzionario della polizia francese, ha dichiarato che il caso “sembra essere all’apparenza un incidente isolato causato da una persona che ha una storia di disagio psichiatrico”. Eppure, precisa Marchal, “non possiamo non considerare l’ipotesi che sia stata radicalizzata”. Le ipotesi di reato che si profilano per la donna sono quelle di tentato omicidio e apologia di crimine a sfondo terroristico. Il Messaggero riporta che fonti della polizia francese hanno parlato di stato di “estrema eccitazione” della 24enne, che avrebbe anche urlato di essere stata “prescelta da Dio” e chiesto alle Forze dell’Ordine di ucciderla, perché non avrebbe avuto niente da perdere.

La propaganda che uccide

La Francia è il paese in Europa maggiormente colpito dagli attentati terroristici compiuti dall’autoproclamato Stato Islamico di Iraq e Siria, noto in arabo come Daesh. La maggior parte degli attentatori, che hanno colpito in Francia, sono piuttosto giovani e hanno passaporto francese. Molti di loro erano già noti alle Forze dell’ordine per crimini comuni; la permanenza in prigione, in molti casi, ha favorito la loro radicalizzazione.

Ciò che inquieta è l’abilità dell’Isis nell’utilizzare la propaganda. Nel novembre del 2016, l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (Ispi) pubblica un’analisi di Elisabetta Di Minico. L’autrice spiega che l’organizzazione ha una struttura apposita, denominata Consiglio per i media, per gestire in modo efficace la comunicazione utilizzando sapientemente i mezzi a disposizione. I video di propaganda sono realizzati con estrema cura e sembrano ricalcare videogiochi e film di guerra, in modo da far presa su un pubblico più giovane, potenzialmente influenzabile. I contenuti elencano i problemi della società in cui viviamo in modo perentorio e semplicistico, con giudizi astorici: per la propaganda dell’Isis “l’affermazione di un mondo nuovo pretende necessariamente la rinuncia a quello vecchio” scrive Di Minico. L’organizzazione ha perso la gran parte dei territori conquistati in Iraq e in Siria; parallelamente, in Europa, la sicurezza è stata intensificata. Purtroppo ciò che è stato assimilato, in alcuni casi, è difficile da rimuovere velocemente.

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