Agguato a San Marco in Lamis: 4 morti
Agguato a San Marco in Lamis: 4 morti
Cronaca

Agguato a San Marco in Lamis: 4 morti

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Agguato a San Marco in Lamis: 4 morti

Nel Foggiano, un tremendo agguato spegne la vita di quattro persone. Molto probabile la pista che porta ad una guerra tra mafiosi locali. Gli investigatori stanno lavorando per risolvere il caso.

Un agguato fa ancora sanguinare Foggia

Foggia sanguina ancora. Dopo i terribili fatti dei mesi scorsi, un altro agguato finisce con delle persone assassinate. Le forze dell’ordine stanno indagando su uno scenario inquietante e sconvolgente. Si sospetta fortemente che alla base di tutto ci sia una guerra tra malavitosi.

Quattro persone sono state crudelmente uccise da colpi di arma da fuoco in un assalto compiuto da persone ancora non identificate. Il dramma è avvenuto questa mattina sulla strada provinciale 272, nei pressi della stazione ferroviaria di San Marco in Lamis. Sul posto sono intervenuti subito i carabinieri del comando provinciale di Foggia.

Dinamiche dell’agguato

Le quattro vittime dell’agguato erano tutte a bordo di una Wolkswagen. Pare che l’auto sia stata affiancata da un’altra vettura, sulla quale stavano viaggiando 4 o 5 persone. Queste hanno sparato con delle pistole per poi fuggire nel nulla. Per tre persone, che sono decedute sul colpo, i soccorsi non hanno potuto nulla.

La quarta vittima, rimasta in un primo momento gravemente ferita, è morta durante il disperato trasporto verso l’ospedale di San Severo.

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Una lunga e violenta guerra mafiosa

Non si esclude che la strage sia collegata al duplice omicidio avvenuto a giugno alla periferia di Apricena. Anzi, è molto probabile che lo sia. Al momento non si conoscono maggiori dettagli, ma appare troppo chiara agli investigatori la matrice mafiosa dell’agguato vicino alla stazione. Sembra proprio trattarsi di una vendetta incrociata, dopo uno spaventoso assalto a colpi di kalashnikov nel mercato di San Marco in Lamis, avvenuto a maggio. Poi, a giugno, il duplice omicidio di Antonio Petrella e suo nipote Nicola Ferrelli, ritenuto vicino al clan Di Summa, uno dei clan storici di Foggia. I due uomini sono stati uccisi senza pietà il 20 giugno alla periferia di Apricena. Dopo averli affiancati in corsa, i killer crivellarono di colpi la loro auto con fucili, pistole e kalashnikov.

In seguito scesero su strada e, secondo la ricostruzione di chi sta investigando, hanno terminato le due vittime con diversi colpi al volto, sfigurando orrendamente la faccia . Una mattanza che probabilmente è stata vendicata con l’agguato di oggi. Ma è molto improbabile che questa serie di omicidi si fermi qui. Ad ogni mossa di una fazione, c’è poi una risposta analoga da parte dell’avversario.

Lo scorso 27 luglio, invece, a Vieste, sempre nel Foggiano, un uomo legato alla malavita garganica era stato assassinato all’ora di pranzo all’interno della propria attività commerciale davanti a turisti e alla propria famiglia. Con l’agguato di oggi, sale a ben 15 il numero di vittime di omicidi legati a questa guerra di mafia in atto tra la Capitanata ed il Gargano. Il conflitto va avanti da oltre un anno. E sembra non esserci fine.

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