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Agire ora contro il Covid, perché “ogni quattro mesi c’è una variante”

Dopo la insensata corsa all'accaparramento dei vaccini dei paesi ricchi si deve "agire ora contro il Covid, perché ogni quattro mesi c’è una variante”

Seth Berkley

Bisogna agire ora contro il Covid, ora che sembra che casi bassi e stanchezza per la pandemia abbiano fatto abbassare la guardia ai governi perché “ogni quattro mesi c’è una variante”. In una intervista al Corriere della Sera il Ceo di Gavi Seth Berkley lo dice chiaramente e spiega che il calo di attenzione può penalizzare i paesi poveri del mondo e il pianeta intero.

Dagli Usa arriva dunque il monito sul “calo di attenzione nei governi e tra la gente è un problema enorme in questo momento. Con una nuova variante ogni quattro mesi, non possiamo farci trovare impreparati all’arrivo della prossima ondata”. 

“Ogni quattro mesi c’è una variante”

Gavi è la partnership pubblico-privata che guida Covax, il protocollo planetario che guida gli sforzi per garantire un accesso equo ai vaccini covid nei Paesi a basso e medio reddito.

Berkley ebbe quell’idea in un luogo iconico, a Davos, assieme a Richard Hatchett, direttore di Cepi, il programma di distribuzione mondiale del farmaco. Erano i mesi in cui Donald Trump giocava a minimizzare il coronavirus ma era già tempo di allarme: vaccini, acquisti comuni e strategia di distribuzione ecumenica, come si fece le la difterite. 

La corsa all’accaparramento dei paesi ricchi

Ha detto Berkley: “C’è stata la corsa all’accaparramento delle dosi da parte dei Paesi ricchi e Covax si è trovata a competere con loro: occorre evitare che Paesi a basso reddito si ritrovino di nuovo in fondo alla coda”.

E ancora: “Siamo partiti due anni fa senza personale e denaro, con la consapevolezza che nessun altro era pronto a farsi avanti. Sapevamo che il nostro lavoro non sarebbe stato facile. Finora abbiamo consegnato 1,4 miliardi di dosi e il tasso di vaccinazione medio nei 92 Paesi Covax è salito al 42%”. E in chiosa: “Puntiamo a raccogliere almeno 5,2 miliardi di dollari. Con tre obiettivi: aiutare i Paesi più indietro nella protezione vaccinale prima che scoppi una nuova ondata; coprire i costi accessori legati alle dosi donate, per esempio quelli per le siringhe; metterci in grado di poter acquistare fiale appena ce ne fosse bisogno”. 

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