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Ahmadinejad ancora al potere, ma forse per poco?

Una notizia a cui poche testate hanno dato importanza, ma invece degna di nota: il 23 novembre scorso il potere di Ahmadinejad si è salvato solo per un soffio, dato che il Parlamento aveva progettato di usare l’impeachment per destituire il presidente. Solo l’intercessione del Leader Supremo Ayatollah Ali Khamenei ha impedito la riuscita del progetto. Tuttavia, i parlamentari non si sono dati per vinti, promuovendo una raccolta firme all’interno dell’assemblea per riportare la questione al centro del dibattito istituzionale, anche se l’ultima parola spetterà a Khamenei.

L’impeachment era sentito come necessario dai parlamentari, secondo cui il presidente iraniano avrebbe compiuto ben 14 infrazioni della legge nazionale, tra cui: importazione illegale di benzina e petrolio, poca trasparenza delle spese personali effettuate con i soldi pubblici e il prelievo di valuta estera dalle casse dello Stato senza l’ autorizzazione del Parlamento.

Secondo il Wall Street Journal, questo clima di malcontento sarebbe dovuto al progetto di eliminazione dei sussidi statali per il carburante, il cibo e le utenze, il che comporta un inasprimento delle già dure sanzioni internazionali.

Gli USA vedono in queste turbolenze politiche i risultati attesi dalle sanzioni, e sperano che portino a un ammorbidimento della posizione iraniana sul nucleare.

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