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Alberto Genovese esce dal carcere: ai domiciliari in una clinica per cura delle dipendenze

Alberto Genovese, l'imprenditore accusato di stupro ai danni di due giovani è stato scarcerato e passerà gli arresti domiciliari in una clinica.

Alberto Genovese arresti domiciliari

Era stato accusato di stupro e violenza sessuale ai danni di due giovani di 18 e 23 anni. Poi la successiva incarcerazione che ha portato l’uomo a trascorrere gli ultimi 9 mesi presso il carcere San Vittore di Milano.

Per Alberto Genovese inizia ora una nuova fase. I prossimi mesi, l’imprenditore li trascorrerà agli arresti domiciliari presso una clinica specializzata nella cura delle dipendenze.

Alberto Genovese arresti domiciliari, indosserà un braccialetto elettronico

Alberto Genovese è stato scarcerato e finirà agli arresti domiciliari in una clinica specializzata dove curerà le sue dipendenze. Lo stabilito il giudice per le indagini preliminari Tommaso Perna che, dopo due richieste andate a vuoto, ha deciso di accogliere la richiesta dei due legali Davide Ferrari e Luigi Isolabella.

Oltre a ciò l’imprenditore sarà tenuto ad indossare un braccialetto elettronico al fine di evitare che possa fuggire.

Alberto Genovese arresti domiciliari, la vicenda

La vicenda nella quale l’imprenditore Alberto Genovese è stato implicato, risale a novembre 2020, un periodo universalmente noto a causa della diffusione della seconda ondata del Coronavirus. Ed era proprio il 7 novembre 2020 quando Genovese venne arrestato nel suo attico milanese soprannominato “Terrazza sentimento”.

Proprio “terrazza sentitmento” è stata cornice di feste a base di alcool e sostanze stupefacenti. Tra le accuse contestate anche il rapporto sessuale non consenziente con un giovane di 23 anni a Ibiza. In particolare in questo secondo caso è stata implicata nelle indagini anche l’ex compagna di Alberto Genovese.

Alberto Genovese arresti domiciliari, non si escude il rito abbreviato

A seguito del via libera da parte del giudice per le indagini preliminari, non si esclude il fatto che Genovese possa beneficiare di uno sconto sulla pena grazie alla scelta del rito abbreviato.

In questo secondo caso processo dovrebbe avvenire a porte chiuse e con la riduzione della pena per un terzo. Nel frattempo, si attende il verdetto della Cassazione. Nei prossimi giorni sarà attesa altresì la relazione del perito che è stato nominato dal giudice per le indagini preliminari. Ancora in corso le analisi degli audio delle telecamere che dovrebbero fare luce su cosa sia successo esattamente tra le mura di “Terrazza sentimento”. L’obiettivo primario in questo senso sarà quello di accertarsi se la vittima sia stata effettivamente consenziente.

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