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Albino Ruberti, un testimone della lite: “Non si parlava di calcio ma di elezioni”

L'uomo ha parlato di "caos indescrivibile" e raccontato che la discussione era nata dopo una cena di campagna elettorale. 

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Emergono nuovi dettagli sulla lite che ha visto protagonista Albino Ruberti, l’ex capo di gabinetto di Roberto Gualtieri dimessosi dopo la diffusione di un video che lo mostra mentre urla e pronuncia minacce di morte. Se inizialmente costui aveva ridotto lo scontro ad un diverbio nato per motivi calcistici, un testimone ha raccontato che avrebbe riguardato in realtà le imminenti elezioni.

Albino Ruberti, parla un testimone della lite

Un uomo che vive di fronte al luogo della discussione, tra piazza Garibaldi, via Minghetti e via Cavour a Frosinone, ha ricordato di aver sentito un “caos indescrivibile” quella sera. Questa la sua testimonianza: “Dopo la presentazione in piazza del candidato sindaco Marzi, c’è stata una cena, una cosa da campagna elettorale, e poi si è scatenato quello che oggi vediamo ma che noi sentimmo quella notte“.

In questo senso, la frase “me te compro” pronunciata da Vladimiro De Angelis, fratello del dem Francesco, potrebbe essere stata riferita ad un diniego nei confronti delle candidature che venivano avanzate per la tornata elettorale.

“Della discussione se ne parlava”

Non ricorda nulla, invece, il titolare del ristorante all’interno della quale sarebbe nata la discussione poi degenerata all’esterno. “Ero dentro, stavano parlando animatamente, cosa sia successo fuori francamente non lo so“, ha infatti dichiarato alla stampa.

Gli fa eco il proprietario di un bar vicino: “Siamo a Frosinone, le cose si sanno. Che ci fosse un video no, ma della discussione se ne parlava, solo che nessuno conosceva il motivo. Certo si usano parole pesantissime che fanno male solo a sentirle“.

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