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Aldo Moro, biografia dello statista ucciso il 9 maggio 1978

il 9 maggio 1978 moriva Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse dopo un sequestro durato 55 giorni.

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Aldo Moro moriva il 9 maggio 1978. Con una telefonata le Brigate Rosse comunicavano di averlo ucciso e che il suo corpo sarebbe stato trovato nel bagagliaio di una Renault 4 rossa in via Michelangelo Caetani, a Roma, a poca distanza dalle sedi del Partito Comunista Italiano e della Democrazia Cristiana.

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Biografia di Aldo Moro

All’inizio del 1978, Moro, allora presidente della Democrazia Cristiana, fu l’esponente politico più importante che ritenne possibile un governo di “solidarietà nazionale“, che includesse anche il PCI nella maggioranza, sia pure senza una presenza di ministri comunisti nel governo, in una prima fase. Tale soluzione presentava rischi sul piano della politica internazionale, in quanto non trovava il consenso delle grandi superpotenze mondiali:

  • Disaccordo degli Stati Uniti: l’ingresso al governo di persone che avevano stretti contatti con il partito comunista sovietico avrebbe consentito loro di venire a conoscenza, in piena guerra fredda, di piani militari e di postazioni strategiche supersegrete della Nato. Inoltre, una partecipazione comunista in un paese d’influenza americana sarebbe stata una sconfitta culturale degli Usa nei confronti del resto del mondo, e soprattutto dell’Unione Sovietica;
  • Disaccordo dell’Unione Sovietica: la partecipazione al governo del PCI sarebbe stata interpretabile come una forma di emancipazione del partito dal controllo sovietico e di avvicinamento autonomo agli Stati Uniti.

Il sequestro e l’uccisione di Aldo Moro

Per 55 giorni, le BR sequestrano Moro e lo sottoposero “a processo”.

Questi giorni furono caratterizzati da indagini spesso senza costrutto, lunghi dibattiti politici sull’opportunità di trattare per la liberazione dell’ostaggio, pubblicazioni di messaggi delle BR e lettere dello stesso Aldo Moro. Alcuni dati quantitativi, rilasciati da Leonardo Sciascia (allora parlamentare del Partito Radicale) rendono l’idea della imponente, seppur inutile, risposta dello Stato:

  • 72.460 posti di blocco (6.296 nei pressi di Roma)
  • 37.702 perquisizioni domiciliari (6.933 a Roma)
  • 6.413.713 persone controllate (167.409 a Roma)
  • 3.383.123 ispezioni di autoveicoli (96.572 a Roma).

Nonostante questi controlli, il 9 maggio 1978 Aldo Moro venne ucciso. Questo elemento contribuisce a inserire il cosiddetto “caso Moro” tra i misteri d’Italia, intorno ai quali non è stata fatta del tutto chiarezza.

Tra le ipotesi che negli anni sono state fatte, inoltre, c’è stato il coinvolgimento di componenti esterne alle Brigate Rosse che, nell’ambito di un disegno più ampio, avrebbero aiutato i terroristi a compiere l’attacco al cuore dello stato rappresentato dall’uccisione di un esponente di spicco della politica italiana.


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