Alessandra Appiano: dopo la tragica morte, parla il marito
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Alessandra Appiano: dopo la tragica morte, parla il marito

Alessandra Appiano
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Dopo il suicidio di Alessandra Appiano, ad aver preso la parola è il compagno della vittima. Nanni Delbecchi ha raccontato i giorni prima della morte

La scrittrice e giornalista Alessandra Appiano si è tolta la vita lo scorso 3 giugno. A pochi giorni dal gesto estremo da lei compiuto, è il marito Nanni Delbecchi ad aver confidato il suo dolore, raccontando come sono stati gli ultimi giorni di vita di Alessandra. Il suicidio della donna, appena 59enne, ha lasciato sgomenti colleghi e amici, ma soprattutto il compagno di una vita. Con lei ha vissuto le drammatiche settimane prima della tragedia.

Il racconto di Nanni Delbecchi

Chi meglio di colui che ha condiviso al suo fianco ben 25 anni di vita può raccontare chi era Alessandra Appiano e testimoniare i suoi ultimi giorni di vita. “Ale era una sorgente di luce”, ha dichiarato Nanni Delbecchi. Contro le idiozie e le cattiverie, è lui ad aver preso la parola e ad aver raccontato la scomparsa della moglie e la sua persona, al di là di tutto ciò che è stato scritto.

Computer delle mie ridicole brame, dammi una mano.

Prova tu a dire qualcosa, io non ce la faccio. Prova tu a dire cosa accade quando si perde la compagna con cui si sono condivisi 25 anni ‘vivendo come due ragazzi’, quando si è costruito un sodalizio di anime disperatamente allegro, in fuga dalle convenzioni”. Con queste parole così profondamente tristi e innamorate, Delbecchi ha iniziato il suo memoriale interamente dedicato ad Alessandra e al loro amore durato 25 anni, di cui 15 di matrimonio civile.

Alessandra Appiano

In memoria di Alessandra

La scrittrice è stata soggiogata da un raptus legato a un disturbo manifestatosi “in modo oscuro e quasi metafisico, un maleficio che non le ha lasciato scampo nonostante i diversi tentativi di cura”, ha rivelato il marito.

Da ultimo, il ricovero presso il reparto disturbi dell’umore dell’ospedale Turro San Raffaele, non un’eccellenza italiana, un’eccellenza europea. Erano state queste, ha proseguito il giornalista nel suo racconto, le parole usate dal medico che la prese in cura lo scorso 17 maggio.

“E non c’era motivo di dubitarne.

Eravamo certi che tutto si sarebbe risolto. Come immaginare che una simile forza della natura non si sarebbe risollevata, così come era accaduto ai tanti amici che in un modo o nell’altro avevano sperimentato la depressione? Invece quel ricovero si è rivelato l’ultimo passaggio di uno spietato destino di morte. La prova che la vita è davvero capace di tutto“, ha scritto avvolto da quell’immenso e inspiegabile dolore.

Il malessere l’ha travolta in poche settimane. “Tutto è raso al suolo in sette settimane per opera di una malattia mentale feroce, subitanea e violenta, un male che spegne una per una le luci della persona che ogni giorno ti ha illuminato la vita”, ha scritto romanticamente il giornalista del Il Fatto Quotidiano.

Gli ultimi giorni di Alessandra

“Aveva le sue tristezze e le sue malinconie, accentuate da una natura cui si alternavano spleen ed euforia. Era un’artista vera”, ha commentato Delbecchi. Il gesto estremo in un hotel della periferia di Milano.

Dalla terrazza dell’ottavo piano ha guardato per l’ultima volta quella città che amava tanto”.

La verità su chi fosse veramente Alessandra lo ha raccontato Nanni. “Era una sorgente infaticabile di luce e di energia non solo per me, ma anche per i nostri tanti amici. Percorsa da qualcosa di magico fin da quando era una bambina. Impossibile da far tacere da parte dei suoi adorati genitori”.

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