Alessandro Fiori, chi era il manager morto in Turchia
Alessandro Fiori, chi era il manager morto in Turchia
Cronaca

Alessandro Fiori, chi era il manager morto in Turchia

Alessandro Fiori
Alessandro Fiori

Il giovane manager di Soncino scomparso a Istanbul, Alessandro Fiori, è stato trovato morto nel Bosforo con il cranio fracassato.

Alessandro Fiori, giovane manager di Soncino, in provincia di Cremona, scomparso il 14 marzo 2018 a Istanbul è stato ritrovato morto con il cranio fracassato nel mare del canale del Bosforo. Le ultime immagini lo mostrano lungo la strada che conduce al Consolato italiano, dopo le sue tracce sono scomparse fino al ritrovamento del cadavere.

Chi era Alessandro Fiori

Il giovane 33enne Alessandro Fiori era un manager di una multinazionale che si occupa della produzione di impianti di depurazione e stava cercando da un po’ di tempo un’altra occupazione. Viveva a Soncino e lavorava a Milano e le persone che lo hanno conosciuto affermano che il giovane amava molto viaggiare quando il lavoro glielo permetteva. Il 12 marzo 2018 Alessandro si era recato a Malpensa dove aveva preso un volo diretto ad Ankara con solo uno zaino, come bagaglio dato che non amava imbarcare altri bagagli. Arrivato in Turchia si era spostato a Istanbul dove alloggiava in un hotel.

La sua famiglia, dopo la scomparsa, si è attivata per cercare il giovane.

Il mistero della sua scomparsa

Il 12 marzo il giovane 33enne arriva in Turchia per incontrare una ragazza americana con cui pare avesse una relazione ma che è ripartita per Houston e che non sapeva nulla della scomparsa. Il 14 marzo si perdono le tracce del giovane manager e le ultime immagini che lo inquadrano sono delle videocamere di sorveglianza poste lungo la strada che porta al Consolato Italiano. Il padre del giovane nelle settimane successive raggiunge la Turchia per cercare il figlio ma alla fine la tragica scoperta: il cadavere del giovane con il cranio fracassato, riconosciuto tramite un successivo esame del DNA, viene trovato in mare.

Sulla vicenda ci sono molti punti oscuri che la Procura di Roma sta cercando di scoprire. I suoi effetti personali, il passaporto, il portafogli vuoto e il cellulare scarico, sono stati ritrovati un cestino nei pressi dell’albergo dove alloggiava. Il suo conto corrente è stato svuotato con prelievi cospicui. Il padre del giovane ha affermato che Alessandro soffriva di depressione e che era stato anche in cura una settimana, ma per questo viaggio non aveva portato con sé i suoi antidepressivi e ciò lo ha reso sospettoso. La polizia del posto ha interrogato il tassista che ha accompagnato il giovane in albergo e sono state fatte delle ipotesi secondo le quali proprio il tassista ha consegnato Alessandro a una banda di rapinatori dato che ci sono stati tentativi di prelievi cospicui. La famiglia del giovane pensa che il giovane non si sia ucciso anche se la polizia turca non esclude l’ipotesi legata proprio alla depressione.

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