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Alexandria Ocasio Cortez, la socialista made in Usa

Alexandria Ocasio Cortez

La giovane ha vinto le primarie del Partito Democratico nel 14esimo distretto di New York diventando la portavoce di una trasformazione interna ai dem

Svolta nel Partito Democratico statunitense: Alexandria Ocasio-Cortez vince le primarie come candidata dei democratici in rappresentanza del 14esimo distretto della città di New York, sconfitto Joseph Crowley: parlamentare in carica che rappresenta la vecchia establishment democratica.

Alexandria è diversa da sui predecessori: ha le “scarpe bucate”, un programma radicale e origini ispano-americane.

La trasformazione dei democratici

Alexandria ricorda molto un personaggio ormai noto negli Stati Uniti reduce delle presidenziali del 2016: Bernie Sanders. Nei democratici si apre quindi una frizione interna tra la vecchia establishment e questi nuovi politici che auspicano a un cambiamento radicale della spesa pubblica, le proposte di Cortez non differiscono molto da quelle di Sanders: la casa come diritto umano, il reddito minimo a 15 dollari all’ora, riforma elettorale, rimozione delle tasse universitarie e l’assistenza sanitaria universale.

Per molti, il risultato di Alexandria è un caso isolato ma per Sanders ( il primo a congratularsi dell’impresa della giovane) è un chiaro processo di mutamento interno ai dem destinato a portare grosse riflessioni nella politica statunitense.

Chi è Alexandria Ocaso-Cortez?

La 28 enne di origini ispaniche ha dichiarato di non provenire da una famiglia ricca e benestante (com’è solito in questi ambienti): la madre ha origini portoricane, la famiglia si sarebbe successivamente trasferita nelle periferie Bronx.

La sua carriera politica ha inizio dopo la laurea alla Boston university dove ha collaborato per il Senatore Ted Kennedy, finiti gli studi è tornata nel Bronx dove ha lavorato come educatrice e barista, nello stesso anno ha perso il padre per un tumore ed è stata costretta ,per aiutare la madre, a lavorare come donna delle pulizie.

Alexandria ha poi dichiarato: “Capisco il dolore della classe dei lavoratori perché anch’io l’ho sperimentato”.

La giovane è diventata poi attivista dei socialisti democratici avendo un discreto successo: è del 2016 la collaborazione con Sanders e nel 2018 la vittoria alle primarie della città di New York, un grande successo per la ispanica che ha commentato: “Donne come me non è previsto che corrano”.

Il socialismo made in USA

Proprio quando in Europa i socialisti sembrano entrati in una crisi esistenziale, negli Stati Uniti sembra invece finito il tabù del comunismo: sempre più esponenti dem si dichiarano apertamente socialisti e provengono da classi inferiori.

Questo è in controtendenza con la storia degli States dove il socialismo è sempre stato osteggiato, ma qual’è la causa di questo cambiamento?

Sicuramente la causa principale di questa protesta interna ai democratici è dovuta a una situazione di disparità sociale che negli Stati Uniti ha raggiunto livelli record. Mentre i ricchi sono sempre più ricchi, i poveri aumentano più che nel vecchio continente: la fascia più colpita? I giovani. Sono proprio i millenials i simpatizzanti di questi nuovi personaggi, ragazzi che secondo le ultime statistiche guadagnano il 20% in meno dei loro genitori.