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Alitalia, nel nuovo Decreto Covid previsti 50 milioni salva-stipendi

Alitalia, nel nuovo Decreto Covid previsti 50 milioni salva-stipendi. Dei 350 milioni stanziati dal governo Conte 195 erano stati già girati

Stipendi Alitalia salvi, per ora

Crisi Alitalia, nel nuovo Decreto Covid saranno previsti 50 milioni salva-stipendi, con il Consiglio dei Ministri che ha inserito nel documento-legge un articolo molto particolare. In buona sostanza con quella sorta di “clausola” l’esecutivo anticipa una parte dei ristori previsti in residuo di acconto in favore della compagnia di bandiera per i mancati incassi del 2020.

Un meccanismo che permetterà ad Alitalia di pagare gli stipendi del mese e tamponare (verbo che con Alitalia ormai è un must) l’ennesima crisi sfociata nelle manifestazioni di questi giorni degli incolpevoli ed arrabbiati dipendenti. 

50 milioni salva-stipendi dei 350 stanziati

Il “ristoro” totale per Alitalia era stato contabilizzato (dal governo Conte – ndr) in 350 milioni, dei quali 195 erano già stati girati. Lo scopo e l’urgenza erano quelli di coprire i mancati guadagni al 30 giugno 2020.

Mancava una parte e su quella il governo ha giocato d’anticipo, in pratica “sforbiciando” quanto comunque dovuto e mettendolo sul tavolo giusto in tempo per evitare che una crisi aziendale diventasse una levata di scudi sindacale e sociale; la mossa tutto sommato non è stata pessima. Non lo è stata perché a fare i conti della serva qui 50 milioni faranno economia e non finanza: serviranno infatti come liquidità cash per gli stipendi di aprile

Casse vuote per stipendi e fornitori

Erano stati gli stessi  commissari Alitalia, arrivati a un punto morto della crisi, a spiegare ai sindacati, prima del CdM, che le casse della compagnia piangevano, sia per le mensilità che per pagare i fornitori di servizi. Alitalia è in amministrazione straordinaria dal 2 maggio 2017 ed è dunque in predicato di ricevere fino a 52,8 milioni di euro; a saperli distribuire bene si potrebbe far fronte anche alle retribuzioni di maggio. Due giorni fa, a testimonianza di quella difficilissima situazione, c’era stato ancora un giorno di protesta da parte dei lavoratori di Alitalia. Che assieme a diversi rappresentanti dell’amministrazione comunale di Fiumicino e dell’azienda di indotto Morielli, avevano manifestato sotto il palazzo di Alitalia, in aeroporto. 

Giampiero Casoni è nato a San Vittore del Lazio nel 1968. Dopo gli studi classici, ha intrapreso la carriera giornalistica con le alterne vicende tipiche della stampa locale e di un carattere che lui stesso definisce "refrattario alla lima". Responsabile della cronaca giudiziaria di quotidiani come Ciociaria Oggi e La Provincia e dei primi free press del territorio per oltre 15 anni, appassionato di storia e dei fenomeni malavitosi. Nei primi anni del nuovo millennio ha esordito anche come scrittore e ha iniziato a collaborare con agenzie di stampa e testate online a carattere nazionale, sempre come corrispondente di cronaca nera e giudiziaria.


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Giampiero Casoni

Giampiero Casoni è nato a San Vittore del Lazio nel 1968. Dopo gli studi classici, ha intrapreso la carriera giornalistica con le alterne vicende tipiche della stampa locale e di un carattere che lui stesso definisce "refrattario alla lima". Responsabile della cronaca giudiziaria di quotidiani come Ciociaria Oggi e La Provincia e dei primi free press del territorio per oltre 15 anni, appassionato di storia e dei fenomeni malavitosi. Nei primi anni del nuovo millennio ha esordito anche come scrittore e ha iniziato a collaborare con agenzie di stampa e testate online a carattere nazionale, sempre come corrispondente di cronaca nera e giudiziaria.

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