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Aloe vera, un alleato nella cura del cancro

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Aloe vera e Arborescens: motivi per preferire chemioterapia nella cura cancro. Testimonianze da “Le Iene”. Perché la seconda è meno “famosa”

Aloe vera: possiede 100 principi attivi, alcuni dei quali, sono quasi assenti nel corpo umano. Secondo alcune testimonianze dirette, registrate alcuni anni fa su “Le Iene“, il consumo di Aloe, unito a un cambiamento di stile di vita e di nutrizione, può ridurre o addirittura eliminare le cellule tumorali.

Nel particolare, riporto due testimonianze di due ex malati e il racconto della loro guarigione con l’Aloe. Ma aggiungo anche gli effetti di un altro tipo di Aloe: l’Aloe Arborescens. Di gran lunga più efficace, ma di cui quasi nulla si sa. Concludo con un’analisi delle motivazioni che possono celarsi dietro una Medicina che continua a privilegiare la chemioterapia come mezzo unico di terapia antitumorale.

Aloe vera: due testimonianze di ex malati di tumore(cfr. Le Iene, Italia1)

A “Le Iene” Gianni(70 anni) ha raccontato, alcuni anni fa, di essere guarito da un tumore al fegato. Dopo la diagnosi, ha cambiato alimentazione(niente più carne e consumo di alimenti “crudi”) e ha iniziato a bere succhi di Aloe vera più volte al giorno. Dopo un anno e mezzo, il tumore è regredito del 50% e si è fermato. Da 24 mm è passato a 10 mm. La Medicina tradizionale non ha saputo giustificare il fatto.

La seconda testimonianza è quella del “padre di Paolo“. Ha raccontato di aver avuto un tumore al fegato di 9 cm e altri più piccoli nel corpo. Il dott. F. Marchetti(specialista in Radio-diagnostica) gli avrebbe prospettato pochi mesi di vita. Dopo aver iniziato il consumo di succo di Aloe, a distanza di 6 mesi, il tumore si è ridotto a 3 1/2 cm; dopo altri 4 mesi, la TAC ha giudicato il tumore “necrotico“(morto).

Aloe Arborescens: le proprietà antitumorali

E’ un altro tipo di Aloe. Come l’Aloe vera, agisce stimolando le difese immunitarie, ma, se la prima ha il 40% dei principi attivi antitumorali, l’Arborescens ne ha il 70%. Il suo meccanismo di azione sta nelle sue molecole. Le quali inducono l’apoptosi, ossia la morte “per suicidio” delle cellule cancerose. I tumori che rispondono positivamente all’Aloemodina sono: il melanoma, il meloma multiplo, il glioma, l’epatocarcinoma e il sarcoma di Edwig.

Perché le aziende farmaceutiche curano il cancro con la chemioterapia

L’Aloe vera, ma ancora di più l’Arborescens combattono il cancro, a volte anche in modo definitivo. L’Aloe Arborescens è meno usata forse per motivi economici e pratici. La lavorazione delle foglie è più complessa, la resa di gel nelle foglie è inferiore e i costi sono elevati. L’uso terapeutico dell’Aloe contro i tumori forse non è di dominio pubblico perché prevalgono lobby e interessi dell’industria farmaceutica. E’ un fatto che i costi della chemio sono, cinicamente, di gran lunga più alti e assicurano un buon investimento.

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