Amatore Sciesa: "Tiremm innanz!"
Amatore Sciesa: “Tiremm innanz!”
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Amatore Sciesa: “Tiremm innanz!”

Amatore Sciesa

La celebre e coraggiosa frase "tiremm innanz" del patriota italiano Amatore Sciesa è passata ai posteri. Ecco quando è stata pronunciata.

Avrete certamente sentito parlare dell’espressione “tiremm innanz!” e probabilmente saprete anche che essa fu pronunciata da un personaggio storico di cui però vi sfuggono nome ed identità. Sono molte le espressioni passate alla memoria che raccontano stralci di storia del nostro Paese. Spesso, queste frasi sono l’emblema del coraggio di grandi uomini che hanno contribuito alla formazione culturale e politica della nostra Italia. In questo caso, “tiremm innanz” è una citazione di un certo Amatore Sciesa. Ecco chi era.

Chi era Amatore Sciesa

Ebbene, come dicevamo, la frase “tiremm innanz”, diventata poi un celebre modo di dire, fu pronunciata per la prima volta dal patriota italiano Amatore Sciesa. In un momento, tra l’altro, estremamente particolare della sua esistenza: quello in cui veniva condotto al patibolo il 2 Agosto del 1851 a Milano. La scena è ovviamente un passaggio storico importante per la formazione dello Stato italiano, tanto che anche gli artisti più importanti per l’epoca ne hanno dato tributo.

Tra i pittori più interessati alle vicende politiche che hanno immortalato la scena, c’è anche Gaetano Previati che in “Fucilazione di Amatore Sciesa” ne racconta gli istanti prima della condanna.

L’attività di Amatore Sciesa

Amatore Sciesa era un giovane tappezziere di idee repubblicane scoperto dalla polizia nella notte tra il 30 e il 31 Luglio del 1851 a distribuire manifestini antiaustriaci. Arrestato immediatamente, dopo un processo decisamente sommario e poco equo, fu condannato a morte per fucilazione. La situazione dell’epoca era decisamente poco felice per gli abitanti del Regno Lombardo-Veneto. Il territorio era infatti sotto il dominio diretto dell’impero austriaco che, attraverso la figura del generale Radetzky, stava attuando politiche fortemente repressive nei confronti degli abitanti del regno. Era, dunque, un periodo di forte instabilità, costellato di insurrezioni popolari, lotte contro l’autorità e durissime repressioni. Le idee repubblicane iniziano a farsi strada tra la popolazione, che con attività sotterranee cerca di diffonderle.

L’esito finale

A diffondere e sostenere le idee repubblicane sono, dunque, anche personaggi comuni appartenenti al ceto popolare. Tra questi, anche Amatore Sciesa che, come abbiamo visto, verrà, però scoperto e condannato con pena esemplare. Durante il tragitto per giungere il luogo dell’esecuzione, Sciesa fu fatto fermare di fronte a casa di sua madre. Lo scopo era quello di estrapolargli i nomi degli altri suoi compagni di propaganda in cambio della grazia. Stizzito e coraggioso, però, Amatore si rifiuta di mettere in mezzo altre persone rispondendo, invece, con la frase poi passata ai posteri.

“Tiremm innanz”

Niente cedimenti, dunque, ma un grande coraggio e un’incredibile integrità. “Tiremm innanz“, infatti, in dialetto milanese non vuol dire altro che “andiamo avanti“. Questo a conferma del fatto che Amatore fosse deciso a non rivelare alcun nome ma a morire fucilato come gli era stato imposto. Dopo aver pronunciato la frase, quindi, il corteo che accompagnava il patriota riparte. L’esito finale è conosciuto.

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