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Ambasciata afghana in Tagikistan chiede arresto del presidente Ghani fuggito da Kabul

La tensione nel Paese è veramente alta, intanto dal Tagikistan spunta la richiesta di arresto del presidente Ashraf Ghani fuggito da Kabul.

Presidente Ghani fugge dall’Afghanistan, la richiesta

La situazione in Afghanistan è in continua evoluzione, spunta dall’ambasciata con sede in Tagikistan la richiesta di arrestare il presidente Ashraf Ghani. L’esponente politico è fuggito il 15 agosto 2021 dopo l’arrivo in città dei talebani. A riportare la notizia è stata l’agenzia afghana Tolonews.

Presidente Ghani fuggito dall’Afghanistan, la richiesta 

La richiesta di arresto non riguarda soltanto il presidente Ghani, ma ci sono altri due esponenti come Hamdallah Moheb e Fazal Mahmoud Fazli. Nel frattempo nel Paese ci sono ancora tante persone che vogliono lasciare le città e dirigersi verso altri luoghi: grande folla nell’aeroporto di Kabul. La conferma, secondo quanto riportato da Sky News, è giunta direttamente da un funzionario della sicurezza della Nato.

Intanto dall’Italia continua il ponte aereo con l’Afghanistan: C130 con 85 persone è in arrivo a Fiumicino, altre 150 sono invece in partenza.

Presidente Ghani fuggito dall’Afghanistan, cosa sta accadendo nel Paese

La paura dei talebani è molto alta all’interno della popolazione afghana, nonostante si sia parlato di “nessuna vendetta. Rispetteremo i diritti delle donne, se rispettano la sharia“. Nel frattempo i presidenti Joe Biden e Boris Johnson hanno convocato un G7 online per la penultima settimana di agosto 2021.

L’ambasciata afghana che si trova in Tagikistan ha formulato la richiesta all’Interpol di arrestare il presidente Ghani e altre due persone. L’accusa è quella di aver sottratto i fondi pubblici

Presidente Ghani fuggito dall’Afghanistan, la situazione 

Intanto sono in corso diversi scontri nel Paese. Le proteste avvenute a Jalalabad hanno provocato due morti e 12 feriti: le persone erano scese in piazza per protestare contro l’abolizione della bandiera nazionale afghana.

I talebani, infatti, hanno sostituto il vessillo. Sulla questione ha parlato con il giornalista Rob McBride. “Da quando abbiamo visto l’arrivo dei talebani, tutte le bandiere sono state un po’ alla volta rimosse e rimpiazzate dalle loro. Lo abbiamo visto a Kabul. A molta gente questo non piace, ma molti hanno dovuto rassegnarsi. Ma a Jalalabad non si sono rassegnati e qui c’è stata la resistenza di una buona fetta della comunità“. 

Nel frattempo il portavoce Zabihullah Mujahid ha parlato durante una conferenza stampa per chiarire alcuni punti. “I talebani hanno perdonato tutti, sulla base di ordini dei loro leader, e non nutrono inimicizia nei confronti di nessuno. Dopo 20 anni di lotta abbiamo liberato il paese ed espulso gli stranieri. È un momento di orgoglio per l’intera nazione“. 

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