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L’ambulanza della morte, la vicenda shock rivelata da Le Iene

Una ignobile pratica in atto da diversi mesi, il servizio de Le Iene in cui sono pervenute testimonianze dirette sull'accaduto. I dettagli sulla vicenda.

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Ha dell’incredibile la vicenda raccontata nel servizio de Le Iene e che è avvenuta in un piccolo paese di cui il programma televisivo non ha svelato il nome. Nel servizio andato in onda ieri sera viene descritto di una pratica che andava in atto da diverso tempo.

Gente che, in quanto agonizzante e destinata molto probabilmente alla morte, veniva fatta morire in ambulanza. Legata a tale sconcertante pratica un compenso agli ambulanzieri, che si aggirava intorno ai 300 euro. Il tutto avveniva in estrema libertà per via del fatto che la morte in ambulanza dei pazienti poteva sembrare qualcosa di naturale. Inoltre non ci sono nemmeno i mezzi per aprire una indagine dal momento che non vengono registrate le informazioni legate al trasporto dei pazienti nelle ambulanze e alle morti avvenute nelle stesse.

La testimonianza è arrivata da un persona legata all’ospedale, che ha sentito e certe volte visto in prima persona il fatto. Tale persona, che ha preferito non rilevare la sua identità, ha rilevato, intervistato da Roberta Rei, dettagli che fanno davvero rabbrividire. La pratica consisteva nell’immettere aria nel sangue dei pazienti, che decedevano nel corso di breve tempo. Questa era spesso effettuata su pazienti malati e destinati alla morte, che venivano rimandati dall’ospedale di tale paese a casa, non essendoci più nulla da fare, per trascorrere le ultime ore con i propri cari.

In particolare, come descritto dal testimone, viene sfruttato il momento di debolezza dei familiari legato alla notizia della morte del paziente, per far sì che i parenti del defunto accettino le proposte degli ambulanzieri di occuparsi loro, ossia l’ospedale, riguardo l’agenzia funebre. Fatto ciò l’ambulanziere stesso chiama l’agenzia funebre, che a quel punto ripaga questo con il suddetto compenso e, in particolare, registra la morte del defunto come una morte avvenuta nella casa di questo.
A confermare la testimonianza, un altro signore, anch’esso in anonimità, che afferma esattamente le stesse cose che aveva denunciato il primo testimone delle atrocità descritte precedentemente.

Legato a tale agghiacciante vicenda ci sarebbe l’interesse di organizzazioni criminali che partecipavano attivamente al fatto, ad esempio piazzando loro gli autisti delle ambulanze.
Sono stati interpellati gli operatori nell’ospedale di tale paese, ponendo delle domande riguardo l’assegnazione delle ambulanze nell’ospedale. Gran parte di questi hanno preferito non commentare. L’unica cosa che i giornalisti del servizio de Le iene sono riusciti ad ottenere è una lista, probabilmente parziale, delle persone che erano decedute negli scorsi mesi all’interno di ambulanze. Sono stati, pertanto, contattati tre familiari tra questi defunti, i quali hanno confermato del fatto di aver ricevuto da un ambulanziere della notizia all’arrivo della ambulanza, di avere ricevuto la proposta di una agenzia funebre, a cui loro si sono affidati, non essendoci un motivo per cui si sarebbero dovuti affidare ad agenzie differenti, che comportava comunque una ricerca di queste.

Prossimamente si scaverà ancora più a fondo sulla vicenda e si tenterà di fare luce su un fatto che è davvero sconcertante. Si cercherà di raccogliere ulteriori prove sull’accaduto per far sì che vengano fuori i nomi degli ambulanzieri citati dai due testimoni, cosicché questi vengano puniti per l’ignobile pratica messa in atto negli ultimi mesi, se non da molto più tempo, a poveri pazienti, privati della vita in questa sconcertante maniera.


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