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Gli amici si mobilitano per Gianluca Di Gioia. 100.000 euro per riportarlo a casa

Gianluca Di Gioia si era sentito male in Laos. E' ricoverato in rianimazione. Ora gli amici lanciano una sottoscrizione su FB.100 mila euro per il rimpatrio

Di Gioia

Gianluca Di Gioia, 36 anni, era in vacanza in Laos quando ha accusato il malore che lo sta costringendo ad un lungo ricovero in un ospedale di Bangkok. Adesso gli amici di sempre hanno lanciato una sottoscrizione per raccogliere la somma necessaria a riportarlo a casa.

Il calvario di Gianluca Di Gioia

Gianluca Di Gioia, da sempre amante dei viaggi, stava compiendo un viaggio in oriente. Thailandia e Laos le sue mete principali. E proprio in Laos ha accusato il malore che ha portato al ricovero in rianimazione. A lungo in coma, Gianluca è sottoposto a cure lunghe e costose. Così, oltre al dolore e alla preoccupazione, la famiglia ha dovuto sobbarcarsi anche i problemi economici.

L’intervento degli amici

E’ qui che sono intervenuti gli amici di sempre. Hanno lanciato su Facebook una sottoscrizione per raccogliere i soldi necessari per riportare a casa Gianluca.

Attraverso la pagina “Aiutiamo Gianluca (il Digio)” sono stati raccolti 100 mila euro: una somma importante, ma ancora insufficiente. Gianluca sta migliorando lentamente, ma si trova ancora un condizioni di coma farmacologico. Appena sarà possibile, la famiglia ha intenzione di metterlo su un aereo per continuare le cure nel nostro Paese. Il viaggio in aereo, per un paziente in come, è una cosa complessa. L’aereo deve essere attrezzata come una vera e propria sala di rianimazione. Costi elevati, insomma. E non sono gli unici, perchè anche le cure in ospedale richiedono spese ingenti. Al momento, Gianluca Di Gioia non è ancora in grado di salire su quell’aereo e deve ancora rimanere in cura nell’ospedale di Bangkok dove è ricoverato. Da qui l’appello degli amici: “continuiamo ad aiutare con le donazioni“.

Una dinamica ancora da chiarire

Le ragioni del malore non sono mai state chiarite fino in fondo.

Attraverso la pagina Facebook, gli amici rilanciano l’ipotesi più plausibile, non smentita dagli investigatori. Gianluca Di Gioia sarebbe stato avvelenato a scopo di rapina. Un sospetto che si era fatto strada fin da subito e che ad oggi resta la pista che gli investigatori del Laos stanno seguendo. Sarebbe quindi stato un veleno a compromettere gravemente la salute di Gianluca, mettendo a rischio la sua vita. Il caso è seguito anche dall’Ambasciata d’Italia a Bangkok, che sta fornendo ai componenti della famiglia presenti sul posto tutto il supporto e l’assistenza necessari. Nessuna novità invece filtra dagli investigatori che stanno seguendo le indagini.

La solidarietà di tutto un paese

A sostegno di Gianluca Di Gioia e della sua famiglia si è mobilitato tutto Catavuturo. Il piccolo paese in provincia di Varese dal quale proviene Gianluca si è mobilitato non solo attraverso gli amici e il Comune, ma anche con iniziative spontanee.

Il parroco del paese ha fatto sapere che le raccolta delle offerte di domenica 4 settembre sarà interamente devoluta alla famiglia per sostenere le spese. Se la vicenda ha ancora punti da chiarire, limpido è il sostegno che Gianluca sta ricevendo anche in queste ore.


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