Ancora tensione sui mercati in attesa dell'aumento di capitale Unicredit - Notizie.it
Ancora tensione sui mercati in attesa dell’aumento di capitale Unicredit
Economia

Ancora tensione sui mercati in attesa dell’aumento di capitale Unicredit

Federico Ghizzoni
Federico Ghizzoni

Non si placa la tensione sui mercati intorno ai titoli italiani. Nella apertura di questa mattina lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti ha aperto a 535,8 punti base, con un rendimento che resta perciò oltre quella che è considerata la soglia d’allarme del 7%. Gli operatori di mercato, guardano con grande attenzione al summit di oggi tra Angela Merkel e Nicholas Sarkozy, che sarà seguito domani dal viaggio del premier Mario Monti a Berlino. L’argomento di questo trilaterale è naturalmente l’Europa e, soprattutto, la politica che dovrà distinguere il vecchio continente nei prossimi anni. Non è un mistero che la Cancelliera guidi il manipolo dei paesi rigoristi e che l’asse italo-francese voglia convincere la Germania ad ammorbidire il suo rigore, per evitare l’implosione ormai nei fatti e dovuta ai conti dissestati di alcuni stati tra cui la stessa Italia, la Spagna, il Portogallo e la Grecia.

A rendere il tutto ancora più difficile, è arrivata nelle ultime ora la spaccatura sulla Tobin Tax, dichiarata irricevibile da Londra e propugnata soprattutto dalla Francia.
Parte invece bene Piazza Affari, ove si attende l’esito dell’aumento di capitale Unicredit. L’istituto bancario guidato da Federico Ghizzoni, è da giorni in grande difficoltà, tra voci di vendite da parte di un investitore interessato a far calare il prezzo delle azioni, per poi provare la scalata e l’inchiesta varate dalla Consob per appurare se tutto stia avvenendo secondo i crismi della regolarità. Le difficoltà del titolo sono state subito confermate da un netto calo, nell’ordine dell’8%. La difficoltà di Unicredit è comunque estesa a tutto il settore bancario, tanto che i depositi overnight delle banche presso la Bce hanno toccato un nuovo massimo storico a 463,65 miliardi di euro, dopo il record di 455 miliardi raggiunto venerdi’, a conferma di un clima di forte sfiducia reciproca tra gli istituti di credito, i quali preferiscono ‘parcheggiare’ il denaro nelle casse di Francoforte piuttosto che prestarselo a vicenda.

E questo è un segnale forte di una situazione che va deteriorandosi di ora in ora.

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